Il Pd si divide sul Tav: contrari in Valsusa, favorevoli a Roma e Torino
Il Partito Democratico mostra divisioni sul Tav: contrari in Valsusa, favorevoli a Roma e Torino.

Il Partito Democratico si trova a dover affrontare una frattura interna sul progetto della Torino-Lione, noto come Tav. A Roma e Torino, il Pd sostiene l’opera come strategica, mentre in Valsusa si registrano posizioni contrarie. A ottobre, si prevedono manifestazioni in piazza sia per chi sostiene il progetto che per chi lo critica. La questione ha acceso dibattiti e tensioni all’interno della coalizione, con alcuni esponenti che non condividono le priorità del governo.
Contrari in Valsusa, favorevoli a Roma e Torino
Il sindaco di Casellette, Pacifico Banchieri, membro del direttivo regionale del Pd, ha espresso netta opposizione al tratto Avigliana-Orbassano del Tav. Secondo Banchieri, il progetto costa 14 miliardi di euro, un importo elevato in un momento in cui le risorse sono limitate e le priorità dei cittadini sono diverse. L’opposizione si basa anche su preoccupazioni ambientali e paesaggistiche, nonché sull’impatto sociale e sull’uso del suolo agricolo.
La posizione del Pd romano e torinese è chiara: l’opera è strategica e deve proseguire.
Il segretario regionale del Pd, Domenico Rossi, e il parlamentare Antonio Misiani hanno sottolineato che il Tav è un progetto cruciale per l’infrastruttura nazionale. Tuttavia, Banchieri non ha accettato questa visione, sottolineando che il Pd in Valsusa non ha cambiato idea. Per lui, il problema non è solo la costruzione del tunnel, ma anche la priorità data al progetto rispetto ad altre opere di interesse pubblico.
Un partito diviso: boh Tav e No Tav
Il Pd mostra tre facce: una parte sostiene il Tav, un’altra è tiepida, mentre un’altra si oppone. Il sito piemontese Lo Spiffero ha definito i “boh Tav” come un gruppo di esponenti che non si schierano chiaramente. Tuttavia, si sta diffondendo un’altra posizione, quella del No Tav, che potrebbe trovare espressione in manifestazioni di ottobre. Banchieri, con la sua posizione, ha contribuito a far emergere questa contrapposizione, mettendo in luce le divergenze all’interno della coalizione.
Le risorse non bastano per il Tav, ma servono per altre opere di interesse pubblico.
Banchieri ha sottolineato che il tratto Avigliana-Orbassano costerà circa 3 miliardi di euro, con 827 milioni già finanziati. Tuttavia, il sindaco ha espresso preoccupazione per l’impatto ambientale e per il consumo di suolo. Per lui, l’investimento in Tav potrebbe ridurre le risorse disponibili per altre opere, come la Collegno-Rivoli, una linea metropolitana in fase di progettazione. Inoltre, Banchieri ha sottolineato che la Francia ha priorità diverse, con quattro linee di metropolitana a Lione, mentre l’Italia si concentra su un progetto che potrebbe non essere prioritario.
Un problema non solo tecnico, ma sociale
La resistenza al Tav non è solo tecnica, ma anche sociale. Le valli interessate al progetto mostrano una forte contrarietà, e anche all’interno del Pd si registrano perplessità. Il sindaco di Avigliana, Andrea Archinà, ha espresso preoccupazioni simili a quelle di Banchieri. Per il Pd, il problema non è solo la costruzione del tunnel, ma anche la mancanza di consenso tra i cittadini e la capacità di trovare un accordo su priorità nazionali. Il dibattito sul Tav si intensificherà a ottobre, con manifestazioni in piazza che potrebbero vedere il Pd diviso. Il progetto rimane un tema cruciale per l’infrastruttura italiana, ma la sua realizzazione dipende anche da una convergenza di opinioni e risorse. Per il momento, il Pd appare diviso, ma la questione non è ancora risolta.
