Stupro di gruppo alla Cornell University: nuovi dettagli e provvedimenti

Nuovi dettagli su un presunto stupro di gruppo alla Cornell University e provvedimenti disciplinari.

Una studentessa della Cornell University ha rivelato dettagli choc su un episodio di presunta violenza sessuale avvenuto nel 2024, che ha portato a nuove indagini e provvedimenti disciplinari. La ragazza, indicata come Jane Doe, ha descritto una notte in cui è stata drogata e sottoposta a violenza da parte di almeno sette membri della confraternita Chi Phi. La sua testimonianza, inizialmente non sufficiente per procedere penalmente, ha riacceso l’attenzione su un caso che ha suscitato indignazione e preoccupazione. La studentessa ha raccontato di aver detto “no” ripetutamente e di sentirsi sempre meno in grado di controllare la situazione. La sua versione ha portato a un’indagine rinnovata e a provvedimenti disciplinari.

Una notte di coercizione e intossicazione

La ragazza ha spiegato che la serata, iniziata come una semplice uscita tra studenti, si è trasformata in una notte di sesso, alcol e droga. Secondo il suo racconto, i membri della confraternita hanno continuato a entrare nella stanza nonostante le sue proteste. “Sono rimasta inorridita e ho urlato, cercando di nascondermi”, ha dichiarato. La studentessa ha anche raccontato di aver pensato di svenire per mettere fine alla situazione, temendo che i ragazzi potessero essere accusati di stupro. La sua descrizione di “coercizione” e di stato di intossicazione ha suscitato dibattito, anche se il procuratore Van Houten aveva ritenuto inizialmente che la versione della ragazza non fosse sufficiente per procedere penalmente.

Indagini rinnovate e sospensioni

Dopo la causa civile presentata da Jane Doe, il procuratore Van Houten ha riaperto l’indagine, definendo le accuse “moralmente inquietanti”. La Cornell University, che aveva già sospeso la sezione Chi Phi, è ora sotto pressione per la gestione iniziale del caso. La governatrice di New York, Kathy Hochul, ha chiesto un’indagine esterna. La ragazza ha affermato che i vertici dell’università le avevano chiesto di “scrivere un elaborato per mitigare la loro posizione”, ma l’università ha respinto questa versione, dicendo di aver preso provvedimenti più severi. Due studenti sono stati espulsi, due sospesi per almeno due semestri. Uno si era già laureato e due furono giudicati non responsabili di violazioni sessuali.

La vicenda ha suscitato indignazione nel campus, con alcuni studenti che si sono vantati di aver partecipato a un rapporto sessuale “a otto”. La chat Snapchat della confraternita, che ha mostrato messaggi su una ragazza priva di sensi, ha ulteriormente alimentato le accuse. La studentessa ha anche raccontato di aver visto alcuni membri della confraternita chiedere se potevano sniffare ketamina dal suo corpo, a cui aveva risposto “certo” per la stanchezza. La mattina dopo, il risveglio e l’incubo della notte precedente sono tornati con tutti i dettagli, alimentando il dibattito su come gestire casi di violenza sessuale in contesti universitari.

La Cornell University, pur avendo preso provvedimenti, rimane sotto esame per la sua gestione iniziale del caso. La questione del consenso e della coercizione continua a essere al centro del dibattito, con nuovi elementi che emergono e richiedono una maggiore trasparenza e responsabilità.

La studentessa ha affermato di aver sentito un senso di disgusta e intossicazione durante la notte. La sua descrizione di “coercizione” e di stato di intossicazione ha suscitato dibattito, anche se il procuratore Van Houten aveva ritenuto inizialmente che la versione della ragazza non fosse sufficiente per procedere penalmente.