Torino 2027, il campo largo si divide: Lo Russo cerca il bis, ma la Tav divide il centrosinistra

La campagna elettorale per le comunali di Torino 2027 si apre con divisioni e tensioni. Lo Russo cerca il bis, ma la Tav divide il centrosinistra.

Palazzo Civico a Torino, manifestanti e politici in azione durante la campagna elettorale per le comunali del 2027
Palazzo Civico a Torino, manifestanti e politici in azione durante la campagna elettorale per le comunali del 2027

La campagna elettorale per le comunali di Torino 2027 si apre con un campo largo già diviso. Stefano Lo Russo, il candidato del centrosinistra, cerca il bis, ma la questione della Torino-Lione (Tav) continua a dividere le forze che lo sostengono. A destra, il pressing di Forza Italia e Fratelli d’Italia si fa sentire, mentre Futuro Nazionale, guidato da Roberto Vannacci, annuncia la sua partecipazione. Le tensioni sono tornate a infiammare Palazzo Civico dopo gli scontri in Val di Susa di fine luglio.

La Tav, il tema che divide

La Tav rappresenta il primo test del campo largo. Il Pd continua a considerare l’opera strategica, mentre Movimento 5 Stelle e Avs puntellano il fronte del No. A giugno, i pentastellati hanno chiesto invano che il centrosinistra si ritrovasse su una posizione chiara di contrarietà all’opera. Subito dopo gli scontri in Val di Susa, le divisioni sono tornate a infiammare Palazzo Civico. Pd, Moderati, DemoS e Torino Domani si sono alzati in Sala Rossa mostrando cartelli con scritto «No alla violenza e alle strumentalizzazioni. Solidarietà ai feriti». Il centrodestra ha replicato con «Sì Tav, no violenza».

Le divisioni all’interno del centrosinistra si fanno sentire. I consiglieri di Avs Sara Diena ed Emanuele Busconi sono rimasti in aula ma non hanno esposto i cartelli, spiegando però di essere disponibili a sottoscrivere la solidarietà ai feriti. Il M5s invece ha issato la storica bandiera No Tav. «La nostra posizione sulla Torino-Lione resta ferma», ha spiegato il capogruppo Andrea Russi, pur condannando le aggressioni. La bagarre è arrivata al punto da costringere la presidente del Consiglio comunale a sospendere la seduta.

Lo Russo e le ruggini con Appendino

Le tensioni non si limitano al programma. Il rapporto tra Lo Russo e il Movimento 5 Stelle è logorato dalle vecchie ruggini con l’ex sindaca Chiara Appendino. Lo Russo, infatti, fu il capogruppo del Pd e uno dei principali oppositori della giunta pentastellata. Tant’è che, più recentemente, dal palco della Festa dell’Unità del 2025, Appendino aveva posto il veto a un’alleanza con il centrosinistra in caso di ricandidatura dell’attuale sindaco. Le differenze sulla Tav non si contano. Se i rossoverdi sono contrari all’opera, Moderati e DemoS hanno scelto proprio il sostegno alla Torino-Lione e la condanna delle violenze in Val di Susa per marcare l’identità centrista. I dem guardano al centro, nel caso in cui lo spinoso accordo con il Movimento muoia sul nascere.

Nei giorni scorsi, Lo Russo ha incontrato la segretaria piemontese di Azione Daniela Ruffino, segnale di un dialogo che non esclude il ritorno in pianta stabile del partito di Carlo Calenda nell’area che sostiene il primo cittadino. Le mosse di Azione potrebbero infiammare ancor di più il rapporto con i 5 stelle. Ruffino è tra le voci nettamente favorevoli alla Tav. A giugno aveva definito la richiesta grillina la prova delle «divisioni insanabili» del campo largo, sostenendo che imporre al Pd una linea No Tav avrebbe significato farlo «passare sotto le forche caudine» dell’alleanza con il M5s.

Futuro Nazionale, guidato da Roberto Vannacci, ha già annunciato che sarà della partita a Torino: «Correremo alle Comunali», ha detto il generale. I dirigenti locali guidati da Enrico Forzese hanno fatto sapere di preferire, almeno in partenza, un’intesa con la coalizione tradizionale di centrodestra, ma avvertono che «i matrimoni si fanno in due». Una presenza che il centrodestra dovrà tenere in conto. La campagna elettorale per le comunali di Torino 2027 si svolgerà in un contesto di divisioni e tensioni. Lo Russo cerca il bis, ma la Tav e le relazioni con il Movimento 5 Stelle restano un tema cruciale. Il campo largo dovrà trovare un equilibrio tra le diverse posizioni, mentre il centrodestra prova a infilarsi nelle crepe. La scelta del candidato passerà comunque dal tavolo nazionale, con l’investitura che rimane un tema aperto.