Londra annuncia sanzioni contro colonie israeliane, Houthi attaccano Arabia Saudita
Londra annuncia sanzioni contro colonie israeliane, Houthi attaccano Arabia Saudita

Il Regno Unito si prepara a introdurre sanzioni contro le colonie israeliane in Cisgiordania, mentre gli Houthi, gruppo ribelle yemenita filo-iraniano, lanciano un’ondata di attacchi contro l’Arabia Saudita, causando feriti e danni alle infrastrutture energetiche. La situazione si fa sempre più complessa, con tensioni che coinvolgono l’Iran, gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo, in un contesto di escalation regionale. La notizia, diffusa da fonti internazionali, ha suscitato reazioni immediate da parte di Israele e di altri attori politici.
Sanzioni britanniche contro colonie israeliane
Il governo britannico, attraverso il Financial Times, ha rivelato che si prepara a vietare il commercio con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. L’annuncio, se confermato, potrebbe rappresentare un importante intervento di politica estera del primo ministro britannico Andy Burnham. La misura, tuttavia, potrebbe suscitare una reazione forte da parte degli Stati Uniti e di Israele, che considerano le colonie parte integrante della loro strategia di sicurezza. Il ministro per la Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, ha chiesto al primo ministro Benjamin Netanyahu e al ministro degli Esteri Gideon Sa’ar di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme Est e di revocare i visti per i diplomatici britannici. Ben-Gvir ha definito la decisione britannica un «gesto oltraggioso» e ha sostenuto che Israele dovrebbe rispondere con fermezza all’«arroganza britannica».
Attacchi degli Houthi in Arabia Saudita
La coalizione a guida saudita ha reso noto che gli Houthi hanno lanciato attacchi contro obiettivi ad Abha, Khamis Mushait, Jazan e Najran, causando feriti e danni alle infrastrutture energetiche. Secondo il ministero dell’Energia saudita, diverse persone sono rimaste ferite e stanno ricevendo cure mediche. Gli attacchi, che hanno causato incendi, hanno provocato una temporanea interruzione delle attività e le autorità continuano a occuparsi delle conseguenze. Le forze yemenite, appoggiate da Riad, hanno lanciato contrattacchi contro gli Houthi, con l’obiettivo di recuperare il controllo della città di Sanaa. Il viceministro per la Difesa, Samir Al-Sabri, ha dichiarato che l’obiettivo è quello di ripristinare il controllo sul territorio. La coalizione saudita ha promesso una risposta agli attacchi, sottolineando l’importanza di neutralizzare la minaccia.
Tensioni regionali e risposte internazionali
La situazione si complica ulteriormente con le minacce dell’Iran, che ha annunciato l’istituzione di una «zona di esclusione marittima» nel Golfo Persico in risposta al blocco statunitense. Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha scritto su X che la guerra economica sarà contrastata con questa misura. Il traffico nello Stretto di Hormuz, che è cruciale per la regione, è rimasto fortemente ridotto, con un calo del 70% rispetto ai livelli normali.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che i prezzi del petrolio crolleranno vertiginosamente dopo una vittoria degli USA sull’Iran, arrivando a «3 dollari al gallone» e poi al di sotto dei «2 dollari» al gallone. Trump ha anche ribadito che l’Iran «non avrà mai un’arma nucleare». Intanto, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, ha avvertito Netanyahu dell’attacco del 7 ottobre, ma il primo ministro israeliano ha definito la notizia una «menzogna totale».
La crisi ha suscitato reazioni anche da parte di altri Paesi. Il Qatar ha avvertito che, se la situazione non si normalizzerà, il mondo rischia una «catastrofe industriale» e ha indicato come priorità il ripristino del transito nello Stretto di Hormuz. La Cina, attraverso il ministro degli Esteri Wang Yi, ha ribadito che il dialogo e il negoziato sono la strada giusta per risolvere le tensioni.
