Bonus bollette 2026: chi ha diritto e come si calcola il contributo
Nuovo bonus bollette 2026 per famiglie con Isee sotto 25mila euro. Come si calcola e chi ne ha diritto.

Il 2026 porta un nuovo contributo per l’energia elettrica, destinato a famiglie con Isee non superiore a 25mila euro. Il bonus, introdotto attraverso la delibera Arera 238/2026/R/eel, è un intervento straordinario e volontario, non obbligatorio per i fornitori. Si applica solo a utenze domestiche attive e riferite all’abitazione di residenza, con condizioni specifiche per l’accesso. Chi rispetta i requisiti riceve un sconto calcolato in base ai consumi e al reddito, con un massimo di 60 euro per bimestre.
Chi ha diritto al bonus bollette 2026
Il contributo è rivolto a nuclei familiari che non rientrano nel bonus sociale elettrico, ovvero a famiglie con Isee fino a 9.976 euro. Al di sopra di questa soglia, sono considerati idonei tre gruppi specifici: nuclei con meno di quattro figli e Isee tra 9.796 e 15mila euro; nuclei con meno di quattro figli con Isee tra 15mila e 25mila euro; e famiglie con almeno quattro figli e Isee tra 20mila e 25mila euro. Per accedere, è necessario rispettare ulteriori condizioni, come la residenza in abitazione e la corrispondenza tra intestatario della bolletta e il soggetto che ha presentato la Dsu.
La procedura è automatica e non richiede domande da parte dei clienti. I dati della Dsu e dell’Isee, i dati dell’Inps e il Sistema informativo integrato, gestito da Acquirente Unico, vengono incrociati per identificare i destinatari del contributo. Le prime applicazioni del bonus sono attese sulle fatture di agosto, con effetto pratico visibile tra agosto e settembre.
Condizioni per l’accesso al bonus
Per ottenere il contributo, è indispensabile che la fornitura sia domestica, attiva e riferita all’abitazione di residenza. L’intestatario della bolletta deve coincidere con la persona che ha presentato la Dsu e dovrà essere incluso nel nucleo familiare indicato nell’Isee. Inoltre, per chi ha attivato l’utenza dopo l’inizio del 2026, è necessario che l’attivazione sia avvenuta entro il 31 maggio 2026. I consumi, invece, devono rispettare due soglie: meno di 500 kWh nel bimestre gennaio-febbraio 2026 e meno di 3.000 kWh nei dodici mesi precedenti. Superare anche uno solo di questi limiti comporta la perdita del diritto al bonus.
Il calcolo del contributo si basa sulla componente energia del servizio di maggior tutela. Per esempio, circa 18 euro per 150 kWh, 36 euro per 300 kWh e fino a 60 euro per 499 kWh. A 500 kWh, invece, il bonus non si applica più. La procedura è automatica e si basa sull’incrocio di dati tra Dsu, Isee, Inps e il Sistema informativo integrato. Le prime applicazioni del bonus sono attese sulle fatture di agosto, con effetto visibile tra agosto e settembre.
La partecipazione al bonus è volontaria per i fornitori, che possono decidere se aderire o meno. Chi decide di aderire deve garantire lo sconto a tutti i clienti che rispettano i requisiti, senza discriminazioni. Tra le aziende che hanno confermato l’adesione ci sono A2A Energia, Edison Energia ed Eni Plenitude. Altri operatori sono in fase di valutazione. Un aspetto critico riguarda il cambio di gestore: il diritto al contributo è legato alla continuità della fornitura con lo stesso venditore per tutto il periodo rilevante. Cambiare compagnia tra l’inizio del 2026 e l’erogazione del bonus può causare la perdita dello sconto.
