I giovani di Odessa vivono la guerra ogni giorno, ma non si arrendono

I giovani di Odessa convivono con la guerra, ma non si arrendono. Vita quotidiana in una città segnata da conflitti.

Giovani di Odessa con bandiere e cartelli in strada durante la guerra
Giovani di Odessa con bandiere e cartelli in strada durante la guerra

Odessa, 2 settembre 2026 – La vita a vent’anni in una città segnata dalla guerra non è semplice. I giovani di Odessa, tra cui Bohdan, Taya e Valeriia, convivono con la guerra ogni giorno, ma non si arrendono. Tra allarmi, esplosioni e notizie dal fronte, i loro giorni si svolgono tra università, lavoro, amicizie e progetti per il futuro. La guerra non ha cancellato i problemi esistenti prima dell’invasione, ma li ha sovrapposti a una realtà già complessa.

La memoria dei caduti e la resistenza quotidiana

Il centro di Odessa, una volta dedicato alla zarina Caterina II, oggi ospita una memoriale popolare. Sul piedistallo del vecchio monumento, c’è la bandiera dell’Ucraina, mentre intorno si ergono decine di piccole bandiere che ricordano i militari caduti, con i loro nomi e quelli di battaglia. Bohdan Fefilov, 21 anni, ne porta una nuova. Il giorno prima ha perso lo zio, un volontario che difendeva il Paese. Per lui, la guerra non è solo un conflitto esterno, ma una realtà che ha cambiato la sua vita e quella della sua famiglia.

La guerra entra anche nelle famiglie, nelle relazioni e nelle fragilità delle persone.

Ogni mattina alle 9, in sedici incroci della città, i semafori diventano rossi per sessanta secondi. Il traffico si ferma. Familiari dei caduti e cittadini scendono in strada con bandiere e cartelli. Poi il verde torna ad accendersi e la città riparte. È dentro questa alternanza che vivono i giovani di Odessa. Gli allarmi, le esplosioni e le notizie dal fronte convivono con l’università, il lavoro, gli amici e i progetti per il futuro.

Un’esperienza di volontariato e attivismo

Taisia Chorna, detta Taya, ha 21 anni e studia medicina. Lavora part-time in ospedale e vuole diventare psichiatra. Prima del febbraio 2022, era poco interessata alla politica. Oggi fa volontariato ed è impegnata nell’attivismo civico. “Ci si abitua in fretta a svegliarsi di notte al suono delle esplosioni e a correre verso un rifugio, anche se naturalmente tutto ciò lascia il segno”, racconta. I droni hanno colpito la strada dove vive. Vorrebbe che l’Ucraina vincesse la guerra, ma non considera realistico che possa accadere nel giro di uno o due anni.

La Russia non è soltanto un problema ucraino, ma un problema per l’Europa.

Taya guarda anche all’Europa. Per lei, aiutare Kyiv significa investire “nel futuro di pace dell’Europa stessa”. Vuole restare in Ucraina e vedere il Paese entrare nell’Unione europea. Sottolinea la necessità di combattere la corruzione. “Voglio continuare a vivere qui”, afferma. La guerra non si ferma, ma i giovani di Odessa non si arrendono.

La guerra non cancella i problemi esistenti

Valeriia, un’altra giovane di Odessa, è impegnata nell’attivismo civico e rappresenta l’organizzazione benefica “Positive Women Odesa”. Fa parte del Consiglio dei Giovani e lavora come psicologa dell’emergenza. Le sue giornate cominciano spesso ascoltando donne che hanno subito violenza di genere. Colloqui, sostegno psicologico, percorsi per aiutarle a superare il trauma. Quando è necessario, le indirizza verso strutture di accoglienza o specialisti. L’organizzazione per cui lavora si occupa anche di contrasto all’Hiv e promozione della salute sessuale. Sono problemi che esistevano prima dell’invasione e che il conflitto non ha cancellato. Si sono sovrapposti a tutto il resto. È un’altra faccia della stessa città. Quella delle conseguenze che non si vedono nei palazzi danneggiati o nelle immagini degli attacchi. È con tutto questo che i giovani di Odessa hanno imparato a convivere. Come i loro coetanei, Bohdan, Taya e Valeriia continuano a studiare, lavorare, incontrarsi, fare progetti. Non aspettano che il conflitto finisca per cominciare a vivere. Poi suona un allarme, arriva una notizia dal fronte, un altro nome compare su una bandiera. La mattina dopo, alle 9, in alcuni incroci scatta nuovamente il rosso. Per sessanta secondi Odessa si ferma. Poi torna verde.