Bambini nati con la guerra negli occhi: scuola a distanza sotto le bombe in Ucraina

Bambini ucraini seguono lezioni a distanza mentre i bombardamenti colpiscono Kyiv, con paura e povertà crescente.

Bambini ucraini seguono lezioni a distanza mentre i bombardamenti colpiscono la città, con paura e povertà crescente
Bambini ucraini seguono lezioni a distanza mentre i bombardamenti colpiscono la città, con paura e povertà crescente

Il 1 settembre 2026, mentre in Italia si apre l’anno scolastico, a Kyiv la vita si svolge sotto il continuo suono delle sirene. Le scuole, costrette a adottare la didattica a distanza, operano in condizioni di estrema instabilità. Don Moreno Cattelan, missionario orionino incaricato dell’opera a Kyiv-Novosilky, racconta una situazione drammatica: ogni ora, ogni ora e mezza, e talvolta anche a distanza di pochi minuti, scatta l’allarme e partono i bombardamenti. La guerra, che da anni ha trasformato la vita quotidiana, ha reso impossibile una routine normale, anche per i più piccoli.

Scuola a distanza in mezzo al caos

La didattica a distanza, inizialmente una misura di emergenza, si è trasformata in una realtà quotidiana per molti studenti. In particolare, i bambini che frequentano la quinta elementare hanno trascorso quasi tutta la scuola primaria tra lezioni online e frequenza alternata. Questo fenomeno non è limitato alle zone più vicine al fronte, ma riguarda anche la capitale. “Pensiamo alle bambine e ai bambini che oggi frequentano la quinta elementare: hanno trascorso quasi tutta la scuola primaria tra lezioni online e frequenza alternata”, spiega don Moreno. La normalità, per loro, è un concetto lontano.

La guerra ha lasciato un segno indelebile anche nei bambini. “I bambini riconoscono immediatamente ciò che sta accadendo quando parte l’allarme”, osserva don Moreno. Alcuni guardano il cielo aspettando di vedere arrivare un missile, altri si coprono le orecchie, altri scappano via. Ognuno reagisce in modo diverso, ma tutti vivono una condizione di paura costante. La guerra non è solo un evento esterno: è parte integrante della loro esistenza.

La povertà cresce e l’inverno si avvicina

La guerra ha anche portato con sé un aumento della povertà. Oltre agli sfollati, si presentano sempre più spesso persone che abitano nei quartieri vicini: pensionati e famiglie che non riescono più ad arrivare a fine mese. “E’ un segnale preoccupante: significa che sempre più famiglie non riescono più a sostenersi economicamente”, dice don Moreno. I prezzi dei beni di prima necessità sono diventati insostenibili, e la guerra è dietro ogni aumento. L’Opera di don Orione, a Kyiv, distribuisce circa 400 pasti ogni settimana, insieme a vestiti, medicinali e generi alimentari.

Con la guerra, la vita in Ucraina cerca in tutti i modi di andare avanti. La priorità è la sicurezza, ma anche la solidarietà. Il nostro impegno principale è però rivolto agli sfollati, racconta don Moreno. La popolazione, pur vivendo in condizioni di estrema sofferenza, cerca di mantenere una forma di normalità. Tuttavia, l’inverno si avvicina e con esso la paura. Senza elettricità e beni di prima necessità, appare praticamente impossibile vivere con temperature che scendono drasticamente sotto lo zero. Le autorità cittadine di Kyiv hanno già predisposto un piano di evacuazione per le persone più vulnerabili. “E’ un segnale che ci si aspetta un altro inverno molto duro, come quello scorso”, conclude don Moreno.