Morte di Noemi Impellizzeri, il padre esclude il suicidio e difende l’amico indagato

Il padre di Noemi Impellizzeri esclude il suicidio e difende l’amico indagato, raccontando i giorni precedenti alla tragedia.

Un uomo e una donna in un ambiente domestico, con un'atmosfera di tristezza e tensione
Un uomo e una donna in un ambiente domestico, con un’atmosfera di tristezza e tensione

Il padre di Noemi esclude il suicidio e difende l’amico indagato

Il padre di Noemi Impellizzeri, trovata impiccata nella sua abitazione in fiamme a Riposto, ha espresso la sua convinzione che la figlia non si sia suicidata e ha difeso l’amico indagato, conosciuto da anni. L’uomo ha sottolineato come non creda né all’ipotesi del suicidio né al coinvolgimento dell’amico, che conosce “da una vita”. La sua voce è stata sentita durante un’intervista alla trasmissione Mediaset Morning News, dove ha raccontato i giorni precedenti alla tragedia. Non l’abbiamo abbandonata come qualcuno dice, ha detto, spiegando che la figlia aveva la casa dei nonni e si sentivano ogni giorno, anche se a volte non si sentivano per le differenze di orario.

Un rapporto intimo e una vita difficile

Noemi Impellizzeri, madre di quattro figli, aveva una vita intensa e spesso sballata, come spiega il padre. La ragazza, diventata mamma a 18 anni, aveva due gemelli e un’altra bambina. Il padre ha rivelato che la figlia si era un po’ defilata, ma non era mai stata abbandonata. “Aveva la casa dei nonni, ci sentivamo ogni giorno, a volte no perché lei magari andava a dormire la mattina presto e il giorno dormiva”, ha detto. L’uomo ha anche ricordato che, poco prima che i vigili del fuoco scoprissero il cadavere, era già stato nell’abitazione dell’amica, trovandola impiccata. Non l’abbiamo abbandonata come qualcuno dice, ha ripetuto, sottolineando che la famiglia era sempre presente.

Il padre ha anche spiegato che la figlia era una ragazza piena di vita, che amava andare in giro, divertirsi, giocare, dipingere e ballare. “Mia figlia non aveva mai tentato il suicidio in precedenza, assolutamente. Era allegra, lo dicono tutti”, ha concluso. L’uomo, laureato in Comunicazione e per anni occupatosi di sport e spettacolo, ha anche ricordato che la figlia frequentava l’altra sorella, che adesso è in Germania per lavoro.

Un amico incastrato e un’ipotesi non accettata

Il padre ha chiarito che non ritiene che l’amico indagato, Tony, abbia ucciso la figlia. “Lo conosciamo da una vita, ma come amico”, ha spiegato. L’uomo ha anche raccontato che l’amico, che frequenta l’altra sorella in Germania, ha rivelato a Noemi, nella notte tra venerdì 21 e sabato 22 agosto, la sua volontà di uccidersi. Tuttavia, il padre ha sottolineato che non ha creduto alle parole della figlia. “Se avessi pensato che le sue intenzioni fossero serie sarei scappato da lei per fare il possibile”, ha detto l’amico, che non ha chiamato i soccorsi per paura di coinvolgere la sua famiglia.

Un dolore profondo e una promessa non mantenuta

Il padre ha anche rivelato che, per la promessa fatta ai figli, non voleva che il suo nome uscisse fuori. “Non ho pensato a chiamare i soccorsi perché avevo già problemi con la mia famiglia”, ha spiegato. L’uomo ha anche ricordato che la figlia aveva una vita un po’ ‘sballata’, come quella dei ragazzi di oggi, che la notte sono in giro e di giorno dormono. A volte capitava che per un giorno non si sentivano, ma poi subito messaggiava. Non l’abbiamo abbandonata come qualcuno dice, ha ripetuto, sottolineando che la famiglia era sempre presente.

La notizia ha suscitato un dibattito su come si possa gestire la vita di una giovane madre e le pressioni che può subire. Il padre, che ha sempre sostenuto la figlia, continua a credere che non sia stato un gesto volontario e che l’amico non abbia avuto alcun ruolo nella tragedia. La famiglia, però, rimane in lutto e cerca di trovare un senso a quanto accaduto.