Elisa Claps, 33 anni dall’omicidio: Libera chiede ancora ‘verità e giustizia’

Libera Basilicata rinnova la richiesta di verità e giustizia per Elisa Claps a 33 anni dall’omicidio.

Elisa Claps, 33 anni dall'omicidio: Libera chiede ancora 'verità e giustizia'
Elisa Claps, 33 anni dall’omicidio: Libera chiede ancora ‘verità e giustizia’

A 33 anni dall’omicidio di Elisa Claps, la sua storia rimane un simbolo di lotta per la verità e la giustizia. La giovane studentessa potentina, uccisa il 12 settembre 1993, è ancora oggi un ricordo che non si estingue. Libera Basilicata, in occasione del trentatreesimo anniversario, ha rinnovato la richiesta di piena trasparenza e di un’indagine completa sulla vicenda, che rimane un caso emblematico di abuso di potere e omertà. La memoria di Elisa, purtroppo, è ancora oggi segnata da coperture, depistaggi e ingiurie che hanno profondamente segnato la sua famiglia.

Un richiamo a chi non ha adempiuto al proprio dovere

Libera Basilicata ha sottolineato come il nome di Elisa sia legato al rifiuto dell’oblio e alla necessità di contrastare ogni forma di convenienza, connivenza e paura che ha ostacolato la piena verità. Nel messaggio diffuso, l’organizzazione ha richiamato elementi simbolici come una targa non rimossa, una tonaca nera e l’ombra di massoni e circoli ristretti, che rappresentano un richiamo esplicito a chi non ha adempiuto al proprio dovere e a chi si è reso complice.

La memoria di Elisa, purtroppo, è ancora oggi segnata da coperture, depistaggi e ingiurie che hanno profondamente segnato la sua famiglia. L’organizzazione ha ribadito con forza che l’assenza di un impegno costante avrebbe significato tradire i passi già compiuti e accettare un ritorno a un passato in cui ogni ingiustizia e silenzio fu possibile.

La sua eredità vive nei progetti

Libera Basilicata ha anche sottolineato il legame profondo tra la memoria di Elisa e i progetti nati nel suo nome. L’organizzazione ha ricordato che nel 2011, a Potenza, tutte le vittime delle mafie furono commemorative proprio nel nome di Elisa. Lo stesso nome, ha scritto Libera, continuerà a essere ricordato con tenacia, anche a dispetto di chi vorrebbe cancellarlo dalla memoria collettiva.

Il richiamo al diritto della famiglia a godere della bellezza del sogno di Elisa è stato particolarmente significativo. Il sogno di una ragazza piena di sogni, oggi si riflette nei volti innocenti dei bambini e delle bambine di Goma, in Africa, testimoniando un’eredità di solidarietà e futuro.

La famiglia di Elisa, dopo quasi diciassette anni di ricerche e attesa, ha visto il corpo della giovane ritrovato il 17 marzo 2010, celato nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità, nel cuore del centro storico di Potenza. Danilo Restivo, l’assassino, è stato condannato in via definitiva a trent’anni di reclusione e attualmente è detenuto in Inghilterra, dove sta scontando una pena per un altro assassinio.

Libera Basilicata ha ribadito con forza che “noi non dimentichiamo. E continueremo a chiedere verità e giustizia”, mantenendo viva la memoria di Elisa e rinnovando l’appello per un’indagine completa e trasparente sulla sua storia.