La lettera della madre di Alberto Stasi commuove Cataliotti: il paragone con Andrea Sempio
L’avvocato Liborio Cataliotti si commuove per la lettera della madre di Alberto Stasi, paragonando la sua sofferenza a quella dei familiari di Andrea Sempio.

Il dramma dei familiari coinvolti nel delitto di Garlasco ha trovato un nuovo riscontro emotivo grazie alla lettera della madre di Alberto Stasi, letta durante la trasmissione Verità Nascoste. L’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio, ha espresso profonda commozione per le parole della donna, che ha ribadito l’innocenza del figlio e la sofferenza vissuta in solitudine. La lettera, trasmessa a Verità Nascoste, ha suscitato una reazione emotiva anche nel settore avverso, con Cataliotti che ha tracciato un parallelo tra la sofferenza dei genitori di Chiara Poggi e quella della famiglia Sempio.
La sofferenza non conosce confini
Il legale ha sottolineato come la sofferenza dei genitori coinvolti nell’inchiesta non si limiti alle posizioni processuali, ma accomuni tutte le famiglie colpite dal tragico evento del 2007. “Lo stesso strazio l’ho visto, e ancor più, negli occhi dei genitori di Chiara Poggi, che non rivedranno più la loro figlia”, ha detto Cataliotti, riferendosi al dolore dei genitori della vittima. La lettera della madre di Alberto Stasi ha suscitato in lui lo stesso sentimento provato quando ha incontrato altri genitori coinvolti in questa tristissima vicenda.
La madre di Alberto Stasi ha raccontato di anni segnati dall’isolamento, dalla morte del marito e dalla condanna del figlio, spiegando come il riserbo sia nato dal timore che le sue dichiarazioni venissero interpretate come giustificazioni. “Ho sempre saputo che Alberto era innocente e se avessi avuto un solo dubbio sarei stata la prima a portarlo ad assumersi le sue responsabilità”, ha scritto. Queste parole hanno colpito profondamente Cataliotti, che ha rivelato come la sofferenza dei genitori di Andrea Sempio abbia raggiunto livelli estremi, con uno dei due genitori che ha tentato un atto estremo per non sopportare più la situazione.
Un lavoro che unisce cultura e cronaca
Liborio Cataliotti, oltre a essere un penalista, è anche un professionista del settore editoriale. Laureato in Scienze della Comunicazione, ha iniziato a collaborare con testate locali di Benevento, per poi passare a testate nazionali, dove si è occupato principalmente di approfondimenti sportivi e culturali. Il suo lavoro, come editor e giornalista, lo ha portato a comprendere l’importanza di raccontare storie con empatia e profondità, come quelle dei familiari coinvolti nel delitto di Garlasco. Il penalista ha anche sottolineato come la sofferenza dei familiari non si limiti ai processi legali, ma abbia un impatto umano profondo, unendo le famiglie in un dolore comune. “La sofferenza travalica le posizioni processuali dei singoli protagonisti, accomunando tutte le famiglie che sono rimaste travolte dal tragico evento del 2007”, ha concluso Cataliotti, rafforzando l’idea di una sofferenza condivisa che non conosce confini.
