Scuola 2026: in Emilia-Romagna i bambini già in classe, altre regioni ripartono a settembre
In Emilia-Romagna 42 comuni hanno avviato la scuola primaria a settembre 2026, altre regioni seguono a giorni.

La scuola 2026 inizia in modo diverso in diverse regioni d’Italia. In 42 comuni dell’Emilia-Romagna, i bambini della scuola primaria hanno già aperto i banchi a settembre, grazie a un progetto sperimentale voluto dalla Regione. Il 31 agosto, da Piacenza a Rimini, 150 istituti hanno accolto più di ottomila bambini, con attività formative e ricreative, nonostante non ci siano lezioni vere e proprie. Altri territori si preparano a ripartire a giorni, con date che variano da Bolzano a Sardegna. La sperimentazione, che dura due settimane, permetterà di valutare l’efficacia del modello e di migliorarlo per l’anno prossimo.
Emilia-Romagna: scuola primaria in classe a settembre
La sperimentazione in Emilia-Romagna ha visto l’adesione di 150 istituti, con attività non formali ma orientate all’apprendimento informale. I genitori hanno scelto di partecipare volontariamente a questa opportunità gratuita, che include laboratori STEM, corsi di lingue e percorsi multisportivi. L’obiettivo è favorire la conciliazione tra lavoro e cura, senza compromettere la qualità educativa. Il presidente della Regione, Michele De Pascale, e l’assessora Isabella Conti hanno spiegato che il progetto nasce da un lavoro condiviso tra Comuni, scuole e territori, con l’intento di migliorare il servizio educativo.
Calendario scolastico 2026: date per le regioni
Il calendario scolastico 2026 si sviluppa a partire da settembre, con date diverse per ogni regione. A Bolzano si riparte lunedì 7 settembre, mentre il 10 toccherà a Valle d’Aosta, Veneto e Provincia di Trento. Il 14 settembre, invece, inizierà la scuola in Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte e Umbria. Il 15 settembre, invece, ripartiranno la Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. La Sardegna, invece, ha già adottato un provvedimento d’urgenza per installare i condizionatori d’aria nelle classi, a causa delle temperature elevate.
Le scuole dell’infanzia, invece, mantengono una data flessibile, in quanto la legge consente ai singoli istituti di decidere autonomamente quando iniziare. In genere, però, partono tra gli inizi del mese di settembre e la prima metà. La sperimentazione in Emilia-Romagna, seppur limitata a due settimane, permetterà di raccogliere dati utili per migliorare il modello e renderlo strutturale per l’anno prossimo.
Scuola e condizioni climatiche: un tema in crescita
Le temperature elevate stanno mettendo a dura prova la ripartenza scolastica, con richieste sempre più numerose per l’installazione di condizionatori d’aria nelle classi. In Sardegna, il sindaco di Nuraminis Stefano Anni ha firmato un provvedimento d’urgenza per stanziare fondi immediati e installare i condizionatori. Questo tema, pur non essendo centrale per la scuola primaria, rappresenta un problema crescente per le scuole dell’infanzia e medie, dove le condizioni climatiche influiscono direttamente sul benessere degli studenti. La sperimentazione in Emilia-Romagna, seppur limitata a due settimane, rappresenta un passo avanti per la scuola 2026, con l’obiettivo di creare un modello più flessibile e adatto alle esigenze delle famiglie. La Regione, attraverso il lavoro condiviso tra Comuni, scuole e territori, ha dimostrato un impegno concreto per migliorare il servizio educativo, senza rinunciare alla qualità. Il prossimo anno, invece, il progetto potrebbe diventare strutturale e estendersi a tutti i comuni emiliano-romagnoli.
