Frana al confine tra Nepal e Tibet: 17 vittime e operazioni di soccorso in corso
Frana al confine tra Nepal e Tibet: 17 vittime e operazioni di soccorso in corso

Una frana al confine tra il Nepal e il Tibet ha causato «gravi perdite» e dispersi, con operazioni di soccorso in corso. L’evento, verificatosi il 26 agosto 2026, ha colpito il distretto di Rasuwa, a nord di Kathmandu, e ha interessato anche la contea di Gyirong, nella città di Shigatse. Il bilancio delle vittime è salito a 17, mentre le operazioni di ricerca e soccorso sono in atto con l’intervento delle forze militari, della polizia e di squadre specializzate. Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse, con l’obiettivo di ridurre al minimo le vittime.
Disastro naturale e impatto sul turismo
La frana ha causato danni significativi, con l’onda di fango che ha travolto diversi villaggi e danneggiato infrastrutture, tra cui una diga idroelettrica. Il Nepal Tourism Board ha identificato 384 viaggiatori, tra cui 291 cittadini stranieri e 93 nepalesi, come irreperibili. Tra i 291 stranieri, 105 sono cittadini indiani, mentre altre nazionalità coinvolte includono Australia, Paesi Bassi, Stati Uniti, Malaysia, Regno Unito e Sudafrica. La lista è preliminare e soggetta a verifiche, con l’invito ai viaggiatori a non trarre conclusioni premature.
Le autorità hanno invitato i turisti presenti nelle aree colpite a mantenere la calma e a seguire le indicazioni ufficiali di sicurezza. I soccorritori stanno concentrando le ricerche anche nelle aree della dogana e dello scalo di Rasuwagadhi, dove alcune persone potrebbero essere rimaste sepolte. I droni sono utilizzati per mappare i danni e individuare eventuali persone isolate, mentre vengono inviati rifornimenti di emergenza nelle zone colpite.

Intervento internazionale e supporto italiano
La Farnesina è al lavoro per verificare l’eventuale coinvolgimento di cittadini italiani e assicurare, ove necessario, assistenza ai connazionali presenti nell’area. L’Unità di Crisi è in raccordo con il Consolato Generale d’Italia a Calcutta, il Consolato Onorario a Kathmandu e l’Ambasciata d’Italia a Pechino. Due turisti con la loro guida sono rimasti bloccati a monte di una frana che ha bloccato una strada, ma sono in contatto con il Ministero. Per emergenze, i connazionali possono contattare l’Unità di Crisi della Farnesina al numero +390636225, il Consolato Generale d’Italia a Calcutta al numero +91 33 2479 2426 e, per la Cina, l’Ambasciata d’Italia a Pechino al numero di emergenza +86 139 0103 2957.
Il presidente cinese Xi Jinping ha ordinato di trasferire e sistemare gli abitanti minacciati dall’evento e di accelerare le cure ai feriti, con l’obiettivo di ridurre al minimo le vittime. Ha inoltre chiesto di rafforzare il monitoraggio e gli allarmi, garantire che le operazioni di soccorso siano condotte secondo criteri scientifici e prevenire il verificarsi di disastri secondari. Il premier Li Qiang ha a sua volta chiesto di verificare rapidamente il numero delle persone disperse e colpite, organizzare tutte le forze disponibili per le operazioni di soccorso e prevenire ulteriori disastri.
- 17 vittime registrate dopo la frana al confine tra Nepal e Tibet
- Operazioni di soccorso in corso con l’intervento di forze militari e specializzate
- Identificati 384 viaggiatori irreperibili, tra cui 291 cittadini stranieri
- La Farnesina monitora l’eventuale coinvolgimento di connazionali
Le autorità del Tibet hanno mobilitato forze per le attività di ricerca e soccorso sul luogo del disastro, mentre il vicepremier Zhang Guoqing si è recato sul posto per guidare le operazioni di soccorso e gestione dell’emergenza. Seguiranno aggiornamenti sullo stato delle operazioni e sul bilancio delle vittime. La situazione rimane critica, con l’attenzione concentrata sulle aree più colpite e sulle eventuali conseguenze future. La comunità internazionale e le autorità locali continuano a lavorare per garantire la sicurezza e il supporto alle vittime e alle famiglie coinvolte.
