Cina, dipendente punita con 200 squat: finisce in ospedale per rabdomiolisi

Una donna cinese si ammala dopo 200 squat come punizione, finisce in ospedale per rabdomiolisi.

Una donna cinese esegue 200 squat come punizione e finisce in ospedale per rabdomiolisi
Una donna cinese esegue 200 squat come punizione e finisce in ospedale per rabdomiolisi

Una giovane donna cinese, identificata con il cognome Yang, ha subito una punizione aziendale estrema che ha causato una grave condizione medica. Dopo aver completato 200 squat come sanzione per non aver raggiunto gli obiettivi di lavoro, Yang ha sviluppato una rabdomiolisi, una patologia che ha richiesto cure in ospedale. L’episodio, avvenuto a Hangzhou nella provincia cinese dello Zhejiang, ha suscitato preoccupazioni per le pratiche di gestione del personale e la salute dei dipendenti.

Obiettivi irrealistici e punizioni fisiche

Yang, trasferitasi di recente in città e iniziata il suo primo lavoro come consulente finanziaria in una società che offre assistenza per i prestiti, ha dovuto affrontare obiettivi quotidiani irrealistici fissati dal suo supervisore, identificato con il cognome Zhang. Tra le richieste, era incluso il compito di effettuare 200 telefonate, almeno un cliente invitato e un potenziale interessato a collaborare. Non avendo raggiunto due degli obiettivi, Yang è stata costretta a scegliere tra pagare una multa o eseguire 100 squat.

La scelta tra multa e punizione fisica ha portato a conseguenze gravi.

Yang ha optato per gli squat, pur di non perdere il lavoro, e ha registrato diversi video per dimostrare di aver completato l’esercizio. Tuttavia, dopo l’ultimo gruppo di squat, ha iniziato a sentirsi male, con forti dolori alle gambe e difficoltà a rimettersi in piedi. Nonostante le condizioni di salute peggiori, non si è recata immediatamente in ospedale a causa delle sue difficoltà economiche.

Diagnosi di rabdomiolisi e conseguenze

Quattro giorni dopo, Yang ha notato che le sue urine erano molto scure e ha quindi deciso di recarsi in ospedale. I medici le hanno diagnosticato una rabdomiolisi, una condizione in cui il tessuto muscolare si degrada rapidamente, liberando sostanze che possono danneggiare i reni. Gli esami hanno mostrato un livello di creatinchinasi superiore a 16.000 U/L, un valore che indica una condizione grave. I medici le hanno prescritto riposo e hanno raccomandato di evitare attività fisiche intense.

La punizione ha avuto conseguenze fisiche e economiche.

Yang ha speso circa 1.400 yuan per le cure mediche e ha lasciato il lavoro il 30 luglio, sostenendo che le sue condizioni di salute le impedivano di continuare a sottoporsi alle punizioni. Ha inoltre chiesto al responsabile il rimborso delle spese e un risarcimento di 15.000 yuan, circa 2.200 dollari, sostenendo di non poter cercare un nuovo impiego per almeno 75 giorni.

Le normative e le conseguenze legali

Secondo la normativa cinese sul lavoro, i responsabili di punizioni fisiche o insulti ai dipendenti possono essere sottoposti a detenzione fino a 15 giorni. Zhang, il supervisore di Yang, ha ammesso che la punizione violava la normativa, ma ha contestato l’entità del risarcimento richiesto. Yang ha quindi presentato il caso all’ispettorato del lavoro, che ha assicurato l’apertura di un’indagine. La vicenda ha sollevato dibattiti su come le aziende gestiscano i dipendenti e sulle conseguenze di pratiche di punizione non appropriate. La salute dei lavoratori, specialmente in contesti di alta pressione, rimane un tema cruciale da affrontare con maggiore attenzione.