Scontro tra ministri spagnoli sul ruolo dei servizi segreti a Ceuta
Scontro tra ministri spagnoli su gestione della crisi migratoria a Ceuta, accuse di tradimento e mancanza di informazioni.

Il dibattito interno al governo spagnolo sulle responsabilità nella gestione della crisi migratoria a Ceuta ha raggiunto un livello di tensione senza precedenti, con un scontro pubblico tra due ministri del governo di Pedro Sánchez. L’episodio, reso noto da AGI, ha messo in luce le divisioni interne sull’efficacia dei servizi segreti e la preparazione del governo per l’afflusso di migliaia di migranti nell’exclave. L’arrivo di circa 72 mila persone alla fine di luglio ha colto di sorpresa Madrid, sollevando interrogativi su come i servizi di intelligence non fossero riusciti a rilevare l’insolito numero di persone che si radunava oltre confine.
Contraddizioni tra ministri e accuse di inazione
Il ministro della Difesa, Margarita Robles, ha sostenuto che i servizi segreti avevano avvertito le autorità il 29 luglio, un giorno prima dell’afflusso di migranti, aggiungendo che era “di dominio pubblico che delle persone stessero nuotando verso Ceuta”. Tuttavia, il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha smentito questa affermazione, sostenendo che né i servizi segreti né gli agenti di intelligence stranieri avessero rilevato o segnalato nulla di insolito. La contraddizione ha portato a un confronto diretto tra i due ministri, con Robles che ha ribadito la sua posizione, ammettendo che i servizi segreti potessero aver informato le autorità verbalmente, senza rapporti scritti.
Le accuse dell’opposizione si sono intensificate, con il leader del Partito Popolare che ha accusato il governo di tentare di insabbiare la gestione fallimentare della crisi. Miguel Tellado ha dichiarato che “la Spagna è stata attaccata e la risposta del primo ministro è stata quella di andare a prendere il sole e lasciare che i suoi ministri si azzuffassero tra loro per evitare di assumersi la responsabilità”. L’opposizione ha visto nell’episodio un segno di debolezza dell’esecutivo, già sotto pressione su vari fronti.
La difesa del governo e la mancanza di accordo
Robles ha difeso l’operato dei servizi segreti, sottolineando che il Centro Nazionale di Intelligence (Cni) avesse diramato un avvertimento alle autorità il 30 luglio, prima che migliaia di migranti iniziassero ad affluire nell’exclave. “Le nostre forze armate, i servizi segreti e, naturalmente, il Centro Nazionale di Intelligence hanno svolto il lavoro che era e deve svolgere, condividendo e analizzando queste informazioni con le forze di sicurezza statali e con lo staff della delegazione governativa”, ha detto ai parlamentari. Tuttavia, Grande-Marlaska ha sostenuto che non ci fosse alcun rapporto che preannunciasse l’evento, sottolineando che era una questione di “buon senso” che qualsiasi avvertimento sarebbe stato preso sul serio e gestito di conseguenza.
Alberto Asarta, del partito di estrema destra Vox, ha ulteriormente spinto le accuse, annunciando che avrebbe chiesto al Parlamento spagnolo di invocare l’articolo 102 della Costituzione. “Non è possibile che 80 mila persone si radunino vicino al confine senza che i servizi segreti di Spagna e Marocco ne siano a conoscenza”, ha affermato Asarta, aggiungendo che l’incapacità dei ministri di proteggere l’exclave “costituisce il crimine di tradimento contro la sicurezza della Spagna”.
La mancanza di accordo tra i ministri ha reso evidente le divisioni interne del governo, con l’opposizione che ha visto nell’episodio un segno di debolezza e di mancanza di coordinamento. L’arrivo di migliaia di migranti a Ceuta ha messo in luce le criticità della gestione della crisi, con accuse di inazione e mancanza di informazioni da parte dei servizi segreti. L’episodio potrebbe avere conseguenze significative per l’esecutivo, già sotto pressione su vari fronti.
