Scontro politico in Spagna sul trasferimento di 500 migranti minorenni da Ceuta
Scontro tra governo spagnolo e Partito Popolare su trasferimento di 500 migranti minorenni da Ceuta, con coinvolgimento di Bruxelles.

Il governo spagnolo, guidato da Pedro Sánchez, ha annunciato il piano per il trasferimento di circa 500 ragazze minorenni non accompagnate arrivate a Ceuta durante l’afflusso migratorio del 30 e 31 luglio 2026. Le ragazze, molte delle quali hanno raccontato di essere fuggite da contesti di violenza, sono state accolte nell’enclave spagnola, ma la situazione ha scatenato un acceso scontro politico tra il governo e il Partito Popolare, che chiede il loro ritorno in Marocco. Bruxelles, da parte sua, ha riconosciuto il dovere della Spagna di proteggere i minori vulnerabili, ma ha anche sottolineato che le norme UE consentano il loro ritorno in Marocco, a condizione di garantire condizioni di accoglienza e tutela adeguate.
La protezione dei minori e le procedure giuridiche
La situazione è diventata particolarmente delicata a causa della condizione delle ragazze, molte delle quali sono arrivate da sole e hanno dichiarato di aver fuggito da contesti violenti. Nelle settimane successive all’afflusso, sono state presentate numerose denunce di violenza sessuale, soprattutto da parte di minori. Le autorità spagnole hanno predisposto spazi protetti e il governo ha stanziato 25 milioni di euro per affrontare l’emergenza. La ministra per l’Inclusione, Elma Saiz, ha sottolineato che nelle decisioni sulle ragazze deve essere tutelato il superiore interesse del minore.
Il nodo è anche giuridico. In Spagna, i minori non accompagnati devono essere presi in carico dalle autorità e la loro situazione valutata caso per caso, prima di decidere quale soluzione sia nel loro interesse. Nel 2024, la Corte Suprema spagnola ha giudicato illegale il rimpatrio di 55 minori da Ceuta al Marocco, perché non erano state rispettate le procedure previste e non era stata valutata la situazione individuale dei ragazzi.
Le norme europee e il ruolo di Bruxelles
La Commissione europea ha ribadito che le persone entrate irregolarmente a Ceuta possono essere riportate in Marocco nel rispetto delle norme europee. Bruxelles ha richiamato in particolare la direttiva sui rimpatri, che disciplina il ritorno dei cittadini di Paesi terzi che non hanno titolo per rimanere nell’UE. Il Partito Popolare spagnolo, guidato da Alberto Núñez Feijóo, si è schierato sulla stessa linea e chiede che vengano applicati gli accordi bilaterali del 2007 tra Spagna e Marocco. Le autorità spagnole stanno valutando diverse ipotesi per l’accoglienza delle ragazze, tra cui il coinvolgimento di organizzazioni specializzate nella protezione dell’infanzia. Il governo di Ceuta ha espresso il suo dissenso e ha detto di non aver dato il via libero al piano di Madrid. La situazione rimane in bilico tra le esigenze di protezione dei minori e le pressioni politiche interne e esterne.
Le ragazze sono state accolte in un contesto di forte tensione e rischi.
Le autorità hanno stanziato 25 milioni di euro per gestire l’emergenza.
