Sánchez in vacanza a Lanzarote mentre Ceuta vive una crisi migratoria | La playlist estiva diventa bersaglio di critiche
Il premier spagnolo Pedro Sánchez parte per le vacanze a Lanzarote mentre Ceuta affronta un’ondata di migranti. Critiche sui social e accuse di insensibilità.
Il premier spagnolo Pedro Sánchez, mentre il governo affronta una grave crisi migratoria a Ceuta, ha scelto di partire per le vacanze a Lanzarote, dove ha condiviso una playlist musicale e libraria per l’estate. L’episodio, avvenuto il 1° agosto 2026, ha suscitato reazioni forti sui social media e tra l’opposizione, che accusa il leader di insensibilità nei confronti della situazione umanitaria. La crisi, che ha visto l’arrivo di circa 60.000 migranti nell’exclave, ha messo in discussione la politica migratoria e la gestione della sicurezza da parte del governo.
La crisi di Ceuta e l’opposizione in azione
Il leader del Partito Popolare, Alberto Nunez Feijoo, ha volato a Ceuta per sostenere la posizione dell’opposizione e ha definito l’arrivo in massa di migranti “un’occupazione premeditata e senza precedenti”, attribuendo la responsabilità al “triplice fallimento” dell’esecutivo: “della politica migratoria, della sicurezza e della politica estera”. Il leader di Vox, Santiago Abascal, è atteso a Ceuta per sostenere la posizione dell’ultradestra, che vede nella crisi un’occasione per mettere in discussione la leadership di Sánchez. Da Ceuta, il responsabile del partito per la Sicurezza e l’Immigrazione, Samuel Vazquez, ha denunciato che “gli spagnoli sono stati abbandonati al loro destino”, accusando il governo di “proteggere se stesso invece dei cittadini”. L’opposizione, in particolare il Pp, ha cercato di trasformare l’emergenza migratoria in una nuova accusa di debolezza nei confronti del premier, dopo mesi di pressioni su vicende giudiziarie che hanno coinvolto il partito socialista.
La decisione di Sánchez e le reazioni sociali
Il premier spagnolo, nonostante la gravità della situazione, ha scelto di non rinunciare alle vacanze e ha pubblicato su Instagram un video in cui appare rilassato e sorridente, accompagnato da una playlist musicale e libraria. La decisione ha scatenato una valanga di critiche sui social, con utenti che hanno reagito con frasi come “Ci prendi per il c** vero?” e “Non ti vergogni?”. La playlist, condivisa su Spotify, è diventata un bersaglio di attacchi, con molti utenti che hanno visto nella scelta di Sánchez una mancanza di empatia nei confronti dei migranti e dei cittadini spagnoli. Il leader del Partito Popolare, Alberto Nunez Feijoo, ha sfruttato l’episodio per sostenere la sua posizione politica, mettendo in discussione la leadership di Sánchez e la sua gestione della crisi.
La situazione si complica ulteriormente con l’arrivo di circa 84 migranti annegati durante le traversate a nuoto, un episodio che ha suscitato choc a livello internazionale. Il partner minoritario di coalizione del Psoe, Sumar, ha chiesto al relatore speciale dell’ONU per i diritti dei migranti di indagare se le autorità marocchine abbiano “favorito o consentito” la partenza di massa verso l’exclave e ha denunciato una possibile “omissione del dovere di protezione” nei confronti delle decine di persone morte durante le traversate.

La strategia di Sánchez e le tensioni internazionali
Il governo spagnolo, guidato da Sánchez, ha difeso la sua politica migratoria, rivendicando che la Spagna è “la seconda frontiera più sicura dell’UE”, grazie a una strategia fondata su “solidarietà e cooperazione”. Il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, ha ribadito che quanto avvenuto a Ceuta è “un attacco all’integrità territoriale della Spagna”, pur sottolineando che Rabat rimane “un partner autenticamente affidabile”, nonostante le polemiche sulla mancata prevenzione della crisi.
Il nodo dei rapporti Spagna-Marocco rappresenta il punto più delicato della situazione. Madrid evita di attribuire responsabilità dirette al vicino, temendo di compromettere una cooperazione considerata essenziale per la sicurezza e il controllo della frontiera in Nord Africa. Tuttavia, la crisi ha reso evidente le tensioni tra i due Paesi, con il regno che viene accusato di utilizzare i flussi migratori come “minaccia ibrida”. Secondo il politologo Guillermo Puliso, la crisi confermerebbe la strategia perseguita da Rabat, dopo il consolidamento del proprio piano di autonomia sul Sahara Occidentale, di riaprire i dossier – mai del tutto chiusi – sulla sovranità di Ceuta e Melilla. Anche come leva negoziale da utilizzare periodicamente nei confronti di Madrid. Fino alla pretesa resa dei territori exclave.
