Vannacci mira a Palazzo Chigi: «Vuole prendere il posto di Meloni»

Roberto Vannacci, ex deputato di FdI, mira a Palazzo Chigi. Critiche a Futuro Nazionale per integralismo cattolico e razzismo.

Ex deputato di FdI, Vannacci, critica politica di Futuro Nazionale per integralismo e razzismo, mira a Palazzo Chigi
Ex deputato di FdI, Vannacci, critica politica di Futuro Nazionale per integralismo e razzismo, mira a Palazzo Chigi

Roberto Vannacci, ex deputato del Partito della Libertà (FdI), ha espresso apertamente il desiderio di assumere il ruolo di presidente del Consiglio, prendendo il posto di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. L’annuncio, fatto in un’intervista a La Stampa, ha suscitato reazioni forti all’interno del partito di governo, dove l’ex ideologo Luca Sforzini, recentemente cacciato da Futuro Nazionale, ha sottolineato le divergenze tra lui e il generale Vannacci. La tensione è emersa in seguito a una serie di dichiarazioni e politiche che Sforzini ritiene incoerenti con i principi di una destra storica e laica.

Un piano ambizioso e una rottura interna

Secondo Sforzini, Vannacci ha in mente un piano ambizioso che mira a «fagocitare» la leadership di Meloni. L’ex ideologo ha sottolineato come il generale, pur avendo iniziato la sua carriera nella Lega, abbia adottato una visione politica radicalmente diversa, orientata verso un integralismo cattolico che, a suo parere, si allontana dal concetto di democrazia e libertà. «Il programma ora insegue un integralismo cattolico fuori dal tempo», ha detto Sforzini, riferendosi a una parte del programma di Futuro Nazionale che, secondo lui, introduce concetti non in linea con i valori di una società moderna.

Le posizioni di Vannacci sembrano contraddire i principi di una destra storica e laica. Sforzini ha anche criticato l’approccio del partito, sottolineando come alcune dichiarazioni interne, come quelle di un responsabile regionale del Veneto che ha affermato che «l’Islam è incompatibile con l’Italia», possano danneggiare la capacità del partito di dialogare con i Paesi del Mediterraneo. «A parte il piccolo particolare della Costituzione che garantisce libertà di religione a tutti, mi domando: nel nostro contesto geopolitico come pensa quel signore di dialogare con i Paesi del Mediterraneo produttori di petrolio?», ha chiesto l’ex ideologo.

Un ambiente interno in bilico

Le tensioni interne al partito sono emerse anche a causa di un ambiente interno che, secondo Sforzini, è diventato «ristretto e settario». L’ex ideologo ha parlato di un gruppo ristretto di persone che circonda Vannacci, che ha definito «cornacchie nere». «Le chiamo le “cornacchie nere”», ha detto, riferendosi a un cerchio di influenti che, a suo parere, ha ridotto la democrazia interna del partito. La rottura tra Sforzini e Vannacci sembra irreparabile. L’ex ideologo ha anche espresso preoccupazione per il rischio di consegnare le chiavi di casa a un partito che, a suo parere, non ha ancora risolto i problemi interni. «Ora, un conto è farsene carico, rielaborarli in modo da non escluderli dalla politica per non ripetere l’errore commesso negli Anni 70 con gli extraparlamentari di sinistra, altro conto è consegnargli le chiavi di casa», ha detto Sforzini.

La situazione rimane in bilico, con un futuro che potrebbe dipendere da come il partito di governo gestirà le tensioni interne e le divergenze ideologiche. Per il momento, Vannacci sembra essere un nome in lizza per il ruolo di presidente del Consiglio, ma il suo piano potrebbe non essere accolto senza resistenze interne. La politica italiana, come sempre, si muove su un terreno instabile, dove le alleanze e le posizioni si riconfigurano continuamente.