Vannacci a Cernobbio con un giorno d’anticipo, Monti lo incalza sull’Europa e apre a Meloni

Vannacci a Cernobbio, Monti lo incalza sull’Europa e apre a Meloni. Dibattito su politica estera e relazioni con l’Unione.

Vannacci a Cernobbio, Monti lo incalza sull’Europa. Dibattito su politica estera e relazioni con l’Unione
Vannacci a Cernobbio, Monti lo incalza sull’Europa. Dibattito su politica estera e relazioni con l’Unione

Vannacci a Cernobbio con un giorno d’anticipo, Calenda diserta, Monti: “Lo incalzerò sull’Europa”. E il Generale apre a Meloni. Il leader di Futuro Nazionale ha scelto di presentarsi al Forum Ambrosetti con un giorno di margine sul programma ufficiale, aggirandosi tra gli oltre 200 manager e imprenditori arrivati sul lago di Como per la 52esima edizione del Forum. Il suo debutto è fissato per oggi, sabato 5 settembre, quando affiancherà l’ex premier Mario Monti in un panel dal titolo “Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano”, moderato dalla giornalista di Bloomberg Francine Lacqua.

Un dibattito pubblico e non riservato

Ma dietro l’apparente normalità del format, secondo la ricostruzione di Federico Fubini sul Corriere della Sera, si nasconde una scelta precisa da parte di Monti: quando gli è stato proposto il confronto, il senatore a vita ha posto una sola condizione, che il dibattito fosse pubblico e non coperto dalla regola delle conversazioni riservate tipica del Forum. Non sarà un terreno comodo per il generale. A Villa d’Este non potrà contare sui suoi consueti video realizzati con l’intelligenza artificiale per martellare sui temi abituali: remigrazione, identità nazionale, l’intesa con la Russia, la difesa delle famiglie “italiane”.

Monti non usa mezzi termini: gran parte di quanto propone Vannacci sarebbe in contrasto con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. La sua critica mira a smascherare la contraddizione di chi promette di smantellare l’Europa pur volendone conservare tutti i vantaggi. La vera domanda che intende porre riguarda cosa farebbero concretamente Vannacci e Bardella per i rapporti tra Italia e Francia e per le politiche europee, se arrivassero al governo.

Un segnale diverso verso Meloni

Intanto, sul fronte della politica italiana, Vannacci lancia un segnale diverso. In un’intervista al quotidiano Il Dubbio, il generale apre a un possibile asse con Giorgia Meloni, pur segnando i paletti: “Un filo politico con la premier può esserci perché la nostra collocazione è naturalmente a destra, ma Futuro Nazionale non farà la ruota di scorta: serve un accordo scritto, pubblico e verificabile su remigrazione, sicurezza, fisco, energia e interesse nazionale, compreso lo stop ad armi e denaro all’Ucraina senza una strategia. Nessuna cambiale in bianco”.

Non manca, però, una valutazione critica sull’operato dell’esecutivo: “Un governo non si giudica con il cronometro, ma dai risultati.” Vannacci riconosce il carisma e la capacità politica di Meloni, ma sottolinea che in quasi quattro anni la svolta promessa si è vista troppo poco: su tasse, immigrazione, Green deal e politica estera è rimasta troppa continuità con l’agenda Draghi. La partecipazione di Vannacci al Forum ha acceso anche la miccia della polemica politica. Carlo Calenda, segretario di Azione, ha annunciato su X che non parteciperà, denunciando il “trattamento preferenziale” riservato al generale rispetto alle altre forze di opposizione, che si confrontano insieme in un’unica sessione. Una “genuflessione all’ultimo populista”, per il leader di Azione, respinta dal patron del Forum, Valerio De Molli, che ha rivendicato la tradizione di Villa d’Este di dare spazio a tutte le posizioni politiche perché il pubblico possa valutarle autonomamente.

Al netto delle polemiche, la kermesse di Villa d’Este si conferma un appuntamento di primo piano: tra gli ospiti della 52esima edizione figurano sette delegazioni di governo, due commissari europei, il presidente del Consiglio europeo, il premier albanese Edi Rama e gran parte dell’esecutivo Meloni, Matteo Salvini in testa, oltre a Matteo Renzi. Nella tradizionale sessione dedicata alle opposizioni saranno presenti anche Angelo Bonelli, Giuseppe Conte ed Elly Schlein – ma non Calenda, che ha già annunciato la sua assenza.