Vannacci attacca governo Meloni: “Segue l’agenda Draghi, ha le gomme forate e non ha benzina”
Vannacci critica governo Meloni: “Segue l’agenda Draghi, ha le gomme forate e non ha benzina”

Un attacco diretto al governo Meloni
Durante un incontro al Caffè de La Versiliana di Marina di Pietrasanta, Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, ha lanciato un duro attacco al governo Meloni. Intervistato da Alessandro Sallusti, direttore di Libero, Vannacci ha definito il governo come un’entità che “segue l’agenda Draghi, ha le gomme forate ed è senza benzina”. L’ex generale ha sottolineato la sua volontà di vincere le elezioni a ogni costo, sottolineando la sua posizione di opposizione al centrodestra. Vannacci ha rifiutato le accuse di vicinanza a Mosca, definendosi “filo italiano” e criticando il sostegno incondizionato all’Ucraina, che ha costato all’Italia circa 13 miliardi di euro.
La metafora automobilistica come strumento di comunicazione
Per spiegare la situazione politica, Vannacci ha utilizzato una metafora automobilistica: “È come se noi dovessimo attraversare un deserto e Vannacci si presenta con un automezzo che potenzialmente ce la può fare. Dall’altra parte c’è un automezzo che ha le gomme forate, non ha più benzina, gli manca l’olio del motore. Dalla parte opposta c’è un triciclo”. Secondo il leader di Futuro Nazionale, chi siede oggi in poltrona chiede il voto solo per paura del “triciclo” del campo progressista, senza rendersi conto che con i mezzi attuali il deserto non verrà mai attraversato. L’accusa ricorrente di Vannacci è rivolta all’operato dell’attuale esecutivo, tacciato di essere in totale continuità con il passato: “Purtroppo è la politica dell’agenda Draghi e di una sinistra non alla moda. Questa è la realtà”.
La critica al Green Deal e alla politica estera
Vannacci ha criticato la gestione del Green Deal e la politica estera, definendo l’Italia come un paese supino ai dettami europei. Sul tema energetico, ha ricordato con sarcasmo il dilemma posto dall’ex premier Draghi: “Volete il condizionatore acceso oppure la pace? Oggi non abbiamo né l’una né la pace e non ci possiamo consentire il condizionatore acceso perché non abbiamo i soldi per pagare la bolletta”. Vannacci ha anche criticato il sostegno incondizionato all’Ucraina, sottolineando i costi economici per l’Italia. Definendo i 90 miliardi concessi dall’Europa come un “regalo” e non un prestito, ha citato Einstein per sottolineare l’inefficacia della strategia attuale: “Follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”.
La difesa della politica e del Parlamento Durante l’intervista, Vannacci ha ribadito la supremazia della politica: “Il magistrato applica una legge esistente. Il politico invece ha proprio lo scopo di modificare le leggi esistenti. È per quello che esiste il Parlamento”. Secondo il leader di Futuro Nazionale, la magistratura non deve essere un alibi per l’inerzia del governo: se le leggi attuali impediscono di difendere i confini, è dovere del politico cambiarle, assumendosi anche il rischio di finire sotto inchiesta. Vannacci ha anche criticato la gestione della Commissione Europea, definendola come un’entità che si è inginocchiata di fronte a Trump.
In chiusura, Vannacci ha richiamato la necessità di una riscossa nazionale contro quella che definisce “l’agenda di sinistra” del governo: “Come diceva un titolo una volta di un libro (di Gino & Michele, ndr), ogni tanto anche le formiche si incazzano e noi come formiche avremo anche il diritto di incazzarci ogni tanto in Europa e far valere i nostri diritti come Italia”. Un monito che si conclude con un richiamo diretto alla presidente del Consiglio: “Io mi ricordo Giorgia Meloni che gridava: ‘È finita la pacchia’. E invece mi sembra che in Europa la pacchia continui”.
