Trump: «Controlliamo lo Stretto di Hormuz». Israele bombarda il Libano
Trump annuncia controllo su Hormuz, Israele lancia nuovi bombardamenti nel sud del Libano.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che gli USA controllano lo Stretto di Hormuz, pur ammettendo che l’Iran «può creare problemi» nel tratto di mare strategico attraverso cui transita il 20% del petrolio mondiale. Intanto, l’esercito israeliano ha avviato nuovi bombardamenti contro le colline nel sud del Libano, secondo quanto riferito dall’Agenzia Nazionale di Informazione libanese (Nna). L’attacco si verifica a seguito di colloqui mirati a raggiungere un accordo sul ritiro delle truppe israeliane che occupano il sud del Libano nell’ambito dell’offensiva lanciata il 2 marzo.
Deroga al Jones Act per il trasporto di petrolio e fertilizzanti
Trump ha prorogato di 90 giorni la deroga al Jones Act, che consente alle navi straniere di trasportare merci come petrolio, fertilizzanti e altri prodotti derivati da combustibili fossili tra i porti statunitensi. La proroga, entrata in vigore il 17 agosto, mira a ridurre le pressioni sui prezzi del petrolio, che si sono alzati dopo lo scoppio della guerra contro l’Iran. La nuova deroga riguarderà solo i carichi costituiti da fonti energetiche e materie prime legate all’agricoltura, come fertilizzanti e olio di soia.
La Casa Bianca ha spiegato che la proroga è stata concessa per garantire un accesso ininterrotto a risorse critiche per le forze armate e i settori industriali chiave. Trump ha ribadito che gli USA controllano lo Stretto di Hormuz al 100%, ma ha ammesso che l’Iran «può creare problemi» nel tratto di mare. «Sì, possono farlo, ma sono al verde, non hanno soldi», ha detto il presidente, definendo il blocco navale statunitense contro le imbarcazioni dirette in Iran un «muro d’acciaio» e un sistema «infallibile».
Prezzi del petrolio stabili dopo un aumento improvviso
I prezzi del petrolio sono rimasti stabili sui mercati asiatici, dopo un aumento brusco nella sessione precedente a causa del ridimensionamento delle speranze di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz. I future sul greggio Wti avanzano dello 0,38% a 82,44 dollari al barile, mentre quelli sul Brent salgono dello 0,22% a 87,91 dollari al barile. La situazione nello stretto rimane «un po’ complessa», ha aggiunto Trump, che ha indicato di essere disposto a intensificare la pressione economica sull’Iran, piuttosto che lanciare nuovi attacchi militari per forzare la riapertura di Hormuz.
Nel frattempo, l’Iran e l’Oman non hanno ancora raggiunto un accordo per la riapertura della via navigabile, poiché Teheran subordina tale mossa al raggiungimento di un accordo con gli Stati Uniti. Trump ha avanzato nuove e radicali richieste all’Iran, tra cui il risarcimento per le persone uccise dalla Repubblica Islamica nei conflitti, dopo che Teheran ha ribadito la richiesta di risarcimenti nell’ambito dei negoziati volti a porre fine al conflitto. Intanto, il presidente statunitense ha lasciato segretamente la Turchia il mese scorso a bordo di un aereo militare a causa di una minaccia di attentato proveniente dall’Iran, come riferito dal *Washington Post*. L’8 luglio, Trump è salito a bordo dell’Air Force One ad Ankara, per poi passare successivamente su un altro aereo. Un velivolo più piccolo, un C-32A, lo ha trasportato nel Regno Unito.
