Stretto di Hormuz, passi avanti nella crisi: accordo in vista. Il petrolio crolla

Nuovi sviluppi per la crisi dello Stretto di Hormuz. Accordi possibili in poche ore, crollo del prezzo del petrolio.

Navi commerciali transitano attraverso lo Stretto di Hormuz mentre si avvicina un accordo tra Iran e Stati Uniti
Navi commerciali transitano attraverso lo Stretto di Hormuz mentre si avvicina un accordo tra Iran e Stati Uniti

Lo Stretto di Hormuz, punto strategico per il trasporto del petrolio nel Medio Oriente, sembra avvicinarsi a una soluzione dopo settimane di tensioni. Secondo il segretario al Tesoro americano Scott Bessent, gli Stati Uniti e l’Iran potrebbero raggiungere un accordo nelle prossime ore per riaprire lo stretto, garantendo la libertà di transito per le navi commerciali. L’annuncio ha causato un crollo del prezzo del greggio, che ha perso oltre il 5% in un’unica sessione di borsa. La situazione, tuttavia, rimane complessa e non tutti i Paesi coinvolti hanno confermato l’esistenza di trattative dirette.

Trattative in corso, ma nessun colloquio diretto

Il Qatar, uno dei principali mediatori nella crisi, ha confermato che gli sforzi diplomatici proseguono, ma ha escluso che siano previsti colloqui diretti tra Iran e Stati Uniti. Il segretario di Stato Marco Rubio ha chiarito che il dialogo in corso riguarda in realtà l’Oman e l’Iran, impegnati a trovare un modo per far transitare in sicurezza un maggior numero di navi nel breve termine. Secondo Rubio, i progressi ci sono, anche se non si è ancora arrivati a una conclusione. Ha comunque assicurato che lo Stretto è di fatto aperto, con navi in transito e petrolio che continua a passare.

Intanto, sul fronte militare, la tensione si è intensificata. Un attacco missilistico ha colpito un cargo indiano nel Mar Rosso, al largo delle coste yemenite, con la nave affondata. Il ministero degli Esteri di Delhi ha reso noto l’evento, che ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni per la sicurezza delle rotte commerciali. Il blocco navale del Centcom contro l’Iran ha visto deviare 45 navi commerciali, neutralizzare due e salire a bordo di altre due, un’operazione contro cui i pasdaran hanno minacciato ritorsioni militari.

La situazione resta instabile, con attacchi e minacce che non si fermano.

Trump: “Colloqui in corso, ultima chance per Teheran”

Il presidente USA, Donald Trump, ha continuato a sostenere che i colloqui sono in corso e che si tratta dell’ultima possibilità per l’Iran di trovare una soluzione. Tuttavia, il presidente ha accusato Teheran di “doppiezza” per non aver confermato pubblicamente l’esistenza di trattative in corso. L’attitudine di Trump ha convinto alcuni alleati a fermare un nuovo round di attacchi militari contro i pasdaran, ma la situazione resta instabile. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato che i colloqui con Muscat sono stati valutati positivamente, ma l’Iran continua a negare qualunque trattativa diretta con Washington.

Nonostante i progressi diplomatici, il quadro resta instabile. Gli Houthi, alleati dell’Iran in Yemen, hanno rivendicato un attacco con drone contro l’aeroporto saudita di Najran, definito “un obiettivo sensibile”. La situazione, quindi, non si risolve solo attraverso negoziati, ma anche attraverso la minaccia di ulteriori azioni militari. La riapertura dello Stretto di Hormuz, se avverrà, potrebbe rappresentare un passo significativo verso una normalizzazione delle relazioni tra Iran e Stati Uniti, ma il futuro resterà incerto fino a quando non si raggiungerà un accordo concreto. La crisi non è risolta, ma i segnali di dialogo sono cresciuti.