Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Frigerio aveva un deficit cognitivo, il ricordo è falso»

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi attacca la testimonianza di Mario Frigerio, sostenendo che il sopravvissuto aveva un deficit cognitivo e il suo ricordo è falso. L’udienza è fissata al 10 luglio.

Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Frigerio aveva un deficit cognitivo, il ricordo è falso»
Strage di Erba, la difesa di Olindo e Rosa: «Frigerio aveva un deficit cognitivo, il…

La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba del 2006, ha presentato nuove prove durante l’udienza in corso alla Corte d’Appello di Brescia. L’udienza, fissata al 10 luglio, vedrà la discussione dell’istanza di revisione del processo, che potrebbe portare a una riapertura del caso dopo i primi tre gradi di giudizio. La difesa sostiene che le prove presentate potrebbero modificare la verità giudiziaria e portare al proscioglimento dei coniugi.

Frigerio aveva un deficit cognitivo, il ricordo è falso

La difesa ha attaccato la testimonianza del sopravvissuto Mario Frigerio, sostenendo che il suo ricordo fosse falso. Secondo l’avvocato Fabio Schembri, Frigerio, nel dicembre 2006, quando riconobbe Olindo Romano come aggressore, aveva raggiunto «l’apice del suo deficit cognitivo». L’uomo, ferito e intossicato dal fumo dell’incendio, era «soggetto cerebroleso» e aveva sofferto di «amnesia anterograda». Frigerio, quando fu in grado di essere ascoltato, parlò inizialmente di una persona «dalla pelle olivastra», di etnia araba, ma in seguito, dopo alcune domande, riconobbe Olindo come l’aggressore. La difesa sostiene che questa testimonianza non è attendibile.

Le prove nuove mettono in discussione la dinamica della strage

La difesa ha sottolineato che le nuove prove sono «incompatibili» con la dinamica della strage e con la presenza di Olindo e Rosa sulla scena. Tra le prove, c’è il fatto che Valeria Cherubini, una delle vittime, sarebbe stata uccisa nella sua abitazione e non colpita mortalmente al piano di sotto, come riconosciuto nelle sentenze precedenti. L’avvocato ha sottolineato che i soccorritori non avrebbero potuto non vedere i coniugi una volta intervenuti. La difesa sostiene che queste prove potrebbero portare a una revisione del processo.

La difesa ha anche sottolineato che le dichiarazioni di Frigerio, dopo il 15 dicembre 2006, sono da considerarsi non idonee, in quanto esito di centinaia di domande suggestive che hanno attecchito facilmente nel testimone in una condizione di vulnerabilità psichica. La difesa insiste sul fatto che le dichiarazioni dopo il 15 dicembre «sono da considerarsi non idonee in quanto esito di centinaia di domande suggestive» e che hanno determinato la creazione di una «falsa memoria in merito a Olindo Romano quale aggressore».

La difesa cerca di smontare la verità giudiziaria

La difesa di Olindo e Rosa ha sottolineato che le prove presentate potrebbero smontare la verità giudiziaria che ha retto per più di 17 anni. Gli avvocati Fabio Schembri, Nico D’Ascola, Patrizia Morello e Luisa Bordeaux hanno presentato una serie di nuove prove che, a loro avviso, potrebbero modificare il verdetto. La difesa ha sottolineato che le confessioni degli imputati sono «false», infarcite di «errori» e «discrepanze». L’analisi di un pool di esperti ha concluso che i racconti sulla strage da parte della coppia «risultano piene di errori, molti elementi della scena del crimine vengono “sbagliati” (tra il 50 e il 70%)».

La difesa ha anche sottolineato che le versioni non sono dettagliate, non sono sovrapponibili, non sono combacianti, non sono coerenti e non sono costanti, e dunque hanno tutte le caratteristiche delle false confessioni. Olindo e Rosa, a loro avviso, hanno «centinaia» di «non lo so», «non mi ricordo», «questo adesso mi sfugge», e le loro dichiarazioni sono state interpretate come «sì» a suggerimenti. La difesa sostiene che la ricostruzione sull’omicidio di Valeria Cherubini è «incontrovertibilmente falsa».