Trasferte vietate in aumento, il Viminale stringe la molla contro tifosi e ultras

Aumento esponenziale dei divieti di trasferta in Italia, il Viminale punta a prevenire rischi con misure stringenti.

Tifosi in stadio con divieti di trasferta, polizia in azione per prevenire violenze
Tifosi in stadio con divieti di trasferta, polizia in azione per prevenire violenze

Il Viminale ha intensificato la sua politica di prevenzione contro la violenza legata al calcio, con un aumento esponenziale dei divieti di trasferta per tifosi e ultras. Dalla stagione 2023/2024 a oggi, il numero di divieti è cresciuto del +108 per cento, passando da 225 a 468. Questa strategia, volta a ridurre i rischi per le forze di polizia e i cittadini, ha portato a una riduzione del 56 per cento dei feriti tra i tifosi e del 52 per cento tra le forze dell’ordine. La politica del ministero dell’Interno, però, ha suscitato dibattito e preoccupazioni per la limitazione delle libertà costituzionali.

Un aumento esponenziale di divieti

Nella stagione 2023/2024, il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive (Cams) ha adottato 225 divieti di trasferta, un numero che è salito a 425 nella stagione 2024/2025 e a 468 nella stagione 2025/2026. Questo incremento è stato accompagnato da un aumento del numero di operatori delle forze di polizia impiegati per la gestione degli incontri sportivi, che è passato da 214.186 a 214.186 nel 2025, con un focus particolare sul calcio. L’obiettivo del Viminale è di ridurre i rischi legati a episodi di violenza, anche se alcuni esperti sostengono che la strategia possa andare troppo oltre.

Le motivazioni dei divieti sono spesso legate a episodi di violenza passati, come scontri tra tifoserie o incidenti su autostrade. Ad esempio, la trasferta Roma-Fiorentina è stata vietata ai tifosi viola per le violenze avvenute lungo l’autostrada l’anno scorso, mentre l’Inter-Napoli è stata vietata ai tifosi residenti in Campania per via della morte dell’ultras Daniele Belardinelli nel 2018. Inoltre, alcuni divieti sono stati imposti per motivi potenziali, come la rivalità tra curve o fatti risalenti al 2022.

La strategia del Viminale mira a prevenire rischi, ma alcuni esperti temono che possa andare troppo oltre.

Un modello di gestione in cerca di equilibrio

Il Viminale, pur seguendo una linea dura, ha riconosciuto la necessità di un equilibrio tra sicurezza e libertà. Secondo fonti del Dipartimento di pubblica sicurezza, la politica dei divieti è frutto di una scelta tecnica, non politica, per contrastare un aumento generale della violenza nel mondo del calcio. Tuttavia, il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha chiesto a Matteo Piantedosi di tornare a provvedimenti mirati e non a pioggia, per garantire ai tifosi di poter seguire la propria squadra.

«Però abbiamo una Costituzione» commenta l’avvocato Lorenzo Contucci, aggiungendo che la strategia del Viminale potrebbe andare troppo oltre. «Mi metto pure nei panni di chi gestisce l’ordine pubblico e capisco che possano esserci episodi di violenza particolari e difficili da prevenire. Ma chi gestisce G8 e funerali del Papa è in grado di gestire qualsiasi situazione. La soluzione non può essere la compressione delle libertà costituzionali», sottolinea Contucci.

La limitazione delle libertà costituzionali è un tema dibattuto nel dibattito pubblico.

Il boom dei divieti ha fatto scendere il numero dei feriti tra i civili a 37, rispetto agli 84 di due anni prima, e quelli tra le forze di polizia da 191 a 91. Tra il 2024 e il 2025, il numero degli incontri con episodi di criticità è passato da 347 a 278, quelli con incidenti da 207 a 183, e il numero delle persone denunciate da 1.520 a 1.011. Questi dati sono direttamente conseguenti all’impedire ai tifosi di viaggiare.