Infantino rafforza il sostegno degli alleati, la Uefa ha fretta ma il boicottaggio non convince
La Uefa cerca di convincere Infantino a dimettersi, ma il sostegno di federazioni e alleati si fa sentire.

La Uefa ha espresso una posizione chiara e preoccupata per il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ma il sostegno di federazioni e alleati si fa sentire. Il dibattito si svolge in un contesto di tensioni interne e di una strategia di pressione per costringere Infantino a dimettersi prima delle elezioni del prossimo marzo. La Uefa, pur avendo i numeri per proporre un voto di sfiducia, sembra non essere in grado di vincere una maggioranza sufficiente, e quindi punta a convincere il presidente a lasciare il suo incarico prima del termine. La situazione, tuttavia, appare complessa e non sembra permettere un esito chiaro.
Il sostegno di federazioni e alleati
Nonostante le pressioni della Uefa, il sostegno a Infantino si sta rafforzando. La Confederazione africana (Caf), che rappresenta 54 federazioni nazionali, ha espresso il proprio appoggio al presidente, mentre la Conmebol ha dato un mezzo sostegno. Inoltre, la Confederazione sudamericana (Conmebol) ha emesso un comunicato critico verso il progetto Ffe, ma ha chiarito che non sosterrà un voto di sfiducia nei confronti di Infantino. Questo dimostra come il sostegno a Infantino non sia limitato solo a pochi alleati, ma si estende a una serie di confederazioni e federazioni che vedono in lui un leader stabile.
La Uefa non ha alternative immediate, ma il sostegno a Infantino cresce.
Le ragioni di chi sostiene Infantino
Le ragioni di chi sostiene Infantino sono molteplici e non si limitano solo al calcio. Lise Klaveness, presidente della Federcalcio norvegese, ha dichiarato che non c’è via di ritorno per Infantino, ma il suo sostegno si basa su motivazioni che vanno al di là del semplice sport. La Norvegia ha presentato un nuovo esposto al Comitato Etico della Fifa, con l’obiettivo di aumentare la pressione su Infantino e spingerlo verso le dimissioni. Questo dimostra come il sostegno a Infantino non sia solo un atto di fedeltà, ma anche una strategia per influenzare il futuro del calcio mondiale.
Al contempo, l’Argentina ha espresso il proprio sostegno a Infantino, in parte per le ambizioni future di Claudio Chiqui Tapia, che mira a ottenere un intero girone del Mondiale del 2030. L’Argentina, inoltre, ha un interesse diretto nel mantenere Infantino al potere, poiché il presidente potrebbe aiutarlo a ottenere il sostegno necessario per realizzare i suoi obiettivi. Questo dimostra come il sostegno a Infantino non sia solo un atto di fedeltà, ma anche una strategia per influenzare il futuro del calcio mondiale.
Un’altra presa di posizione pesante arrivata giovedì sera è quella del Messico, che sostenendo Infantino ha scelto chiaramente di opporsi alla propria confederazione continentale, la Concacaf. Per il fronte di Čeferin si tratta di più di un semplice voto perso: il Messico è una federazione molto influente nell’America centrale e settentrionale, e il suo supporto a Infantino è indirettamente anche un voto contro Victor Montagliani, il presidente canadese della Concacaf. Da giorni gira voce che potrebbe essere lui il candidato di opposizione alla presidenza della Fifa nel 2027.
Il boicottaggio non sembra essere un’arma efficace per mettere sotto pressione Infantino.
