Il presidente iraniano: «Non abbiamo bisogno di un gendarme esterno per la sicurezza del Golfo»
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian annuncia un incontro con Paesi del Golfo per la sicurezza di Hormuz, mentre tensioni crescono nel Mar Rosso e nel Golfo Persico.

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha espresso la sua posizione sulla sicurezza della regione durante il vertice dei Brics a Nuova Delhi, sottolineando che «non abbiamo bisogno di un gendarme esterno per garantire la sicurezza del Golfo». L’annuncio arriva in un contesto di crescente instabilità nel Golfo Persico, con tensioni tra Iran, Arabia Saudita, Israele e gruppi filoiraniani come gli Houthi. I colloqui tra Israele e Libano, previsti a Roma, sono stati rimandati a ottobre, mentre l’Iran ha annunciato un incontro con Paesi del Golfo per affrontare la situazione nel traffico marittimo nello stretto di Hormuz.
La situazione nel Golfo Persico
La combinazione tra le difficoltà di transito a Hormuz, la vulnerabilità dell’oleodotto saudita e il rafforzamento degli Houthi sul Mar Rosso restringe le alternative per le esportazioni energetiche della regione. L’Iraq ha chiuso temporaneamente due valichi con l’Iran, mentre l’Arabia Saudita ha sospeso l’oleodotto “Est-Ovest”, che trasportava fino a 5 milioni di barili al giorno. La tensione si riflette anche sui mercati: il prezzo del Brent ha superato la soglia dei 100 dollari al barile, con un rialzo del 8% nell’ultima settimana.
Trump ritiene probabile una responsabilità iraniana nell’attacco all’oleodotto saudita. Dall’Irlanda, dove si trova per una visita che combina appuntamenti istituzionali e il torneo di golf Irish Open, il presidente USA ha espresso la sua opinione sul recente attacco con droni all’oleodotto saudita. «È probabile che la responsabilità sia iraniana», ha detto, anche se non ha fornito prove. Trump ha rifiutato la richiesta saudita di attacchi americani diretti contro gli Houthi, sottolineando che il gruppo filoiraniano ha contattato la sua amministrazione per dichiarare di non volere un intervento diretto.
La posizione iraniana e la soluzione regionale
Il presidente iraniano ha ribadito che la sicurezza della regione deve essere garantita dai suoi principali attori. «L’integrità territoriale e la sicurezza della regione possono essere garantite soltanto dai suoi principali attori e dai Paesi della regione», ha affermato Pezeshkian durante un incontro con il premier malese. L’obiettivo del vertice dei Brics è stato anche di costruire una soluzione regionale, con l’Iran e l’Oman che hanno raggiunto un’intesa di massima su una rotta temporanea per le navi commerciali e sulla bonifica delle mine.
Nel sud del Libano, Israele ha intensificato i suoi attacchi nella regione di Nabatieh, causando almeno 29 morti in meno di una settimana. Il presidente libanese Joseph Aoun ha visitato la zona senza preavviso, accompagnato da responsabili della sicurezza, e ha espresso la sua solidarietà ai residenti. Secondo i media locali, Aoun ha confermato che «al momento non ci sono nuovi colloqui con Israele», dopo che un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha reso noto che i colloqui mediati dagli Stati Uniti sono stati rimandati a ottobre. La pressione cresce su tutti i fronti. Gli Houthi, alleati dell’Iran, hanno esteso il loro controllo sul Mar Rosso, occupando l’isola strategica di Perim. La combinazione di questi fattori ha reso la regione più vulnerabile, alimentando i timori di nuove interruzioni dell’offerta energetica e di ulteriori tensioni internazionali.
