Ucraina indaga il leader religioso vicino a Putin per attività sovversive in Crimea
L’Ucraina indaga il capo della Chiesa ortodossa russa in Crimea per attività sovversive e sostegno all’occupazione.

L’Ucraina ha aperto un’indagine contro Georgy Shevkunov, noto come Tikhon, capo della Chiesa ortodossa russa in Crimea, accusato di attività sovversive e di sostenere l’occupazione russa. L’indagine, condotta da Sbu e Procura generale, lo definisce “il principale mentore spirituale di Putin e uno dei principali ideologi del Cremlino”. L’uomo, 68 anni, è considerato vicino al presidente russo e ha una lunga storia di collaborazione con il potere russo, che lo ha incluso in diversi organismi governativi e religiosi.
Un leader religioso in posizione strategica
Shevkunov, noto con il nome ecclesiastico di Tikhon, è stato nominato capo della Metropolia di Crimea, una struttura ecclesiastica che la Chiesa ortodossa russa presenta come propria in una regione considerata occupata da Kiev. L’Ucraina ha già perseguito esponenti della gerarchia religiosa legata al Patriarcato di Mosca, ma questa indagine rappresenta un passo significativo, poiché Shevkunov è un esponente della Chiesa ortodossa russa e non ucraina. La Sbu afferma di aver raccolto una “base probatoria” che conferma l’attività sovversiva di Shevkunov a favore della Russia. L’indagine non si limita a una valutazione politica, ma si basa su prove concrete. Gli inquirenti contestano al religioso di aver commesso atti diretti contro l’integrità territoriale dell’Ucraina, tra cui la giustificazione dell’invasione russa e la glorificazione dei partecipanti.
Un background politico e religioso di lunga data
Shevkunov ha una carriera di oltre due decenni all’interno del potere russo. Prima di diventare vescovo, è stato superiore del monastero Sretenskij di Mosca, un centro influente della Chiesa ortodossa russa. Ha anche lavorato come autore di documentari storici, tra cui “Russia – La mia storia”, che promuove una visione patriottica e religiosa del paese. Nel 2014, dopo l’annessione della Crimea, ha definito l’atto come una “restaurazione della giustizia storica”.
La sua vicinanza a Putin è di lunga data. In un’intervista del 2017, ha confermato di essere uno dei consiglieri religiosi del presidente, ma ha respinto l’idea di esercitare un’influenza politica diretta. Nonostante ciò, il suo ruolo nella Chiesa ortodossa russa lo ha reso un punto di riferimento per il Cremlino. Nel 2010 è stato incluso nel Consiglio presidenziale per la cultura e l’arte, e nel 2023 è diventato capo della Metropolia di Crimea.
La sua posizione lo rende un bersaglio strategico per l’Ucraina. L’indagine rappresenta un salto di qualità per le autorità ucraine, che ora mirano a colpire una figura che unisce potere religioso, apparato statale russo e un rapporto personale con Putin. L’Ucraina ha già condannato altri esponenti della Chiesa ortodossa legati al Patriarcato di Mosca, ma questa è la prima volta che un leader religioso della Chiesa russa è indagato per attività sovversive in Crimea. Questo caso potrebbe aprire nuove dinamiche nel conflitto. L’indagine mette in luce il ruolo delle istituzioni religiose nella guerra e potrebbe influenzare la strategia ucraina nel contrasto all’occupazione russa. La Sbu e la Procura generale hanno sottolineato che le accuse non sono solo politiche, ma si basano su prove concrete che collegano Shevkunov all’attività sovversiva in favore della Russia.
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