Politici che querelano i giornalisti: il record di Salvini e il fenomeno delle Slapp in Italia

Politici italiani che querelano cronisti: Salvini primo, Slapp in aumento, dati su mediazioni e cause.

Politici italiani che querelano giornalisti, dati su cause e mediazioni, fenomeno Slapp in Italia
Politici italiani che querelano giornalisti, dati su cause e mediazioni, fenomeno Slapp in Italia

Il fenomeno delle querelle dei politici contro i giornalisti si fa sempre più preoccupante in Italia. Dati raccolti da fonti anonime e verificati mostrano come alcuni esponenti del mondo politico, soprattutto quelli in carica, usino con frequenza il ricorso giudiziario per rispondere a critiche o articoli considerati dannosi. Tra i più colpiti, il leader della Lega Matteo Salvini, che ha fatto causa a giornalisti almeno 14 volte negli ultimi anni, superando di gran lunga altri politici. La situazione, però, non riguarda solo lui: il numero di querele infondate, dette Slapp, è in aumento e l’Italia è classificata al primo posto in Europa per il loro numero.

Querelatori seriali: Salvini e i suoi concorrenti

Secondo un report pubblicato da Case, la coalizione europea contro le Slapp, nel 2025 l’Italia è rimasta al primo posto in Europa per il numero di querele infondate. Tra i politici che si distinguono, Matteo Salvini, ministro dei Trasporti e vicepremier, si conferma il leader in assoluto. Dopo di lui, si collocano esponenti del governo attuale, tra cui il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha usato la mediazione giuridica otto volte nei confronti del quotidiano Domani. Altre figure di spicco sono la ex ministra del Turismo Daniela Santanché, che somma le cause avviate in proprio a quelle del suo compagno e delle sue aziende, e Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, che ha registrato cinque procedimenti a testa.

La mediazione è diventata un strumento di pressione per alcuni politici. L’istituto, introdotto nel 2011, è previsto per risolvere controversie civili legate alla diffamazione in modo rapido, ma alcuni esponenti lo usano per evitare dibattiti pubblici. Il caso di Matteo Renzi, che ha avviato 18 tentativi di mediazione con Il Fatto, ne è un esempio. Anche Crosetto, con il suo uso frequente della mediazione, dimostra come questa pratica possa essere strumentalizzata per evitare dibattiti.

Le querele infondate e la mancanza di recepimento europeo

La tendenza a usare la mediazione come strumento di controllo si accompagna a un aumento delle querele infondate. Secondo i dati raccolti, i media più bersagliati sono quelli che criticano apertamente il governo, come Il Fatto, Report, Il Giornale, Domani e l’Espresso. Tra questi, il gruppo Seif (Il Fatto) ha registrato il maggior numero di cause, con quasi 120 procedimenti solo per queste cinque testate. La situazione non sembra migliorare, anzi, con il governo Meloni che non ha ancora recepito la direttiva europea contro le Slapp, che prevede un termine per il recepimento scaduto il 7 maggio.

La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia. Questo scenario segna una tendenza preoccupante, con un aumento delle querele e una riduzione della libertà di informazione. I dati raccolti dimostrano come il fenomeno delle Slapp sia in crescita, con conseguenze dirette sui media e sulla democrazia. La situazione richiede un intervento concreto per tutelare i diritti dei giornalisti e garantire un dibattito pubblico aperto e libero.