Gli ori della Daunia, un patrimonio che si trasforma in opportunità
La tradizione orafa della Daunia si trasforma in opportunità per i giovani e i territori.
La tradizione orafa della Daunia, con i suoi secoli di devozione e legami familiari, si sta trasformando in un’opportunità per il lavoro, la formazione e lo sviluppo dei territori. È il messaggio lanciato durante la conferenza stampa “Gioielli della Daunia – Intrecci di storia”, ospitata a Roma nella Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama. La senatrice di Fratelli d’Italia, Anna Maria Fallucchi, ha sottolineato come il patrimonio culturale possa generare valore economico, non solo per il passato, ma anche per il presente e il futuro.
Un patrimonio che racconta storia e economia
Gli ori della Daunia, un’area del Foggiano che include il Tavoliere delle Puglie, il promontorio del Gargano e il Subappennino Dauno, custodiscono una memoria di scambi lungo le vie della transumanza. Queste vie, che un tempo collegavano il territorio al Molise e all’Abruzzo, hanno lasciato un segno indelebile nella cultura e nell’economia locale. “Sono gioielli che raccontano un’economia, ma anche la vita”, ha osservato Fallucchi, sottolineando la necessità di riconoscere il valore di questa tradizione nel presente. La riproduzione artigianale con materiali più accessibili assume così anche una funzione culturale, permettendo alle forme della tradizione di continuare a essere indossate e riconosciute. Il vero valore di un gioiello non è soltanto nell’oro con cui è realizzato, ma nella storia che riesce a custodire e soprattutto nella storia che riesce a raccontare.
Artigiani e giovani: un dialogo tra passato e futuro
Gli artigiani della zona hanno portato in Senato gioielli e creazioni di bigiotteria che riproducono i segni della tradizione anche con materiali meno preziosi. Questa riproduzione artigianale non solo permette di mantenere vive le forme della tradizione, ma anche di renderle accessibili e riconoscibili. L’architetto e designer orafo Silvana Di Lella ha spiegato come il recupero delle forme e dei simboli degli antichi monili passi anche attraverso materiali diversi dall’oro, dal rame al ferro, fino alle lavorazioni all’uncinetto.
La senatrice ha indicato come la valorizzazione di questo patrimonio passi anche attraverso il coinvolgimento delle scuole, la documentazione nei musei e negli archivi, e la collaborazione tra artigiani e giovani. Un patrimonio è vivo quando una nuova generazione riesce a riconoscersi in esso. Questo impegno è stato ricondotto allo spirito della legge 59 del 2025, istitutiva della Giornata nazionale degli abiti storici, celebrata l’11 novembre.
Un messaggio per i giovani che, invece di andare altrove a studiare e tornare al Sud solo in vacanza, possono rendere quei territori luoghi nei quali costruire la propria vita e il proprio lavoro. “Credo nella possibilità di trasformare la tradizione in un’opportunità”, ha ribadito Fallucchi, “non siamo qui per parlare del passato, ma del futuro, per dire ai giovani che imparare un mestiere può consentire loro di costruire il loro futuro”. La senatrice ha anche sottolineato come il digitale possa consentire a questi artigiani di raggiungere mercati internazionali. “Dietro una bottega e un artigiano ci sono competenze, formazione, lavoro”, ha affermato Fallucchi, ricordando come cultura, artigianato e economia debbano poter dialogare tra loro. Questo dialogo, tra passato e presente, rappresenta un’opportunità per il futuro dei territori della Daunia.
