Veneto recluta infermieri in Brasile e Argentina: Belluno campo base del progetto pilota
Regione Veneto cerca infermieri in Brasile e Argentina, con Belluno come base per progetto pilota.

La Regione Veneto ha annunciato un progetto ambizioso per reclutare infermieri in Brasile e Argentina, con l’obiettivo di risolvere la carenza di personale sanitario. L’iniziativa, presentata ieri a Palazzo dei Rettori, punta a creare un canale di reclutamento diretto nei Paesi dove i discendenti veneti sono numerosi, con Belluno come sede di un progetto pilota che si svilupperà fino a metà del 2027. L’assessore alla Sanità Gino Gerosa ha spiegato che la scelta di Belluno è legata all’ecosistema favorevole e alle condizioni ideali per testare l’operatività del progetto.
Reclutamento e formazione: due canali distinti
Il progetto si svilupperà attraverso due canali distinti. Il primo è rivolto a infermieri già formati e interessati a un inserimento lavorativo, nel rispetto delle regole nazionali sull’esercizio temporaneo delle professioni sanitarie. Il secondo, invece, è di natura universitario-formativa, con l’obiettivo di verificare la praticabilità di percorsi integrati per studenti di Infermieristica provenienti dall’estero, in collaborazione con l’Università di Padova e eventuali Atenei esteri. L’obiettivo è garantire una formazione adeguata e un’integrazione efficace.
Un progetto con obiettivi chiari e tempi definiti
La delibera approvata da Palazzo Balbi lo scorso 10 aprile disciplina il cronoprogramma del progetto, che prevede l’inizio dell’operatività già in questo mese, con la diffusione delle informazioni attraverso i canali diplomatici. A breve seguirà un passaggio affidato all’Università di Padova, che si occuperà di contatti con i corrispettivi in Brasile e Argentina. L’obiettivo è trovare personale interessato, ma la questione dell’alloggio si pone come cruciale, soprattutto per chi intende trasferirsi con la famiglia.
Per questo motivo, la Regione ha avviato una collaborazione con l’Ater e con l’Ulss 1 Dolomiti, che hanno già iniziato un progetto di foresteria, coerente con la tempistica del progetto. L’assessore Gerosa ha sottolineato che la carenza di infermieri nel Veneto è un problema crescente, con una percentuale di copertura del 79% dei posti disponibili e una carenza del 21%. Il calo costante e la gestione dei pazienti ottantenni rappresentano un’altra preoccupazione, ma l’obiettivo è garantire una cura in squadra, con un supporto adeguato. Il progetto, che si basa su una serie di criteri, include la conoscenza della lingua italiana (livello B2) e la verifica dei titoli specifici. L’operazione non è semplice, ma rappresenta un passo importante per risolvere una situazione di emergenza. La Regione Veneto punta a creare un modello sperimentale, con l’obiettivo di estenderlo in futuro a altri territori, se i risultati saranno positivi.
La collaborazione con le Università di Porto Alegre e Buenos Aires è nel mirino, insieme alle Ambasciate di Argentina e Brasile. L’idea è creare un canale diretto per trovare personale qualificato, sfruttando il legame storico con le comunità venete all’estero. Il progetto pilota, con Belluno come base, potrebbe diventare un modello per altre regioni, se i dati saranno positivi e le procedure saranno efficaci. Il direttore delle Risorse umane del Servizio sanitario regionale, Claudio Costa, ha spiegato che il progetto potrà essere sviluppato attraverso due canali, con l’obiettivo di garantire una formazione adeguata e un’integrazione efficace. L’operazione, sebbene complessa, rappresenta un’opportunità per risolvere un problema reale, con un impatto positivo sul sistema sanitario veneto.
