Raffaele Speranzon: «Fine vita? Non dico no. A Padova, non c’è fretta per Marcato»
Speranzon commenta la posizione di FdI sul fine vita e candidati per le elezioni 2027 in Veneto.

Raffaele Speranzon, nuovo coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, commenta i primi sei mesi del suo incarico, sottolineando la volontà di costruire un partito radicato e aperto. Dopo la vittoria del centrodestra a Venezia, il senatore ha espresso soddisfazione per il risultato e ha ribadito l’importanza di rispettare gli elettori. Il tema del fine vita, che ha suscitato dibattito, è stato affrontato con una posizione chiara: «Non dico no», ma si ribadisce la contrarietà all’eutanasia e all’accanimento terapeutico, con la competenza a livello statale. Inoltre, Speranzon ha espresso la sua opinione sul candidato a Padova, Roberto Marcato, sottolineando che non c’è fretta per una decisione.
Un partito radicato e aperto
«Il contributo che può portare il partito veneto è quello di diventare sempre più radicato e aperto, leale con gli alleati e capace di parlare con quanti non ci hanno ancora votato», ha detto Speranzon. Il coordinatore ha sottolineato l’importanza di ascoltare i territori, non solo le segreterie e gli iscritti, ma anche le categorie economiche, le parti sociali e le associazioni culturali. «Cercheremo di capire quali sono i candidati migliori ascoltando i territori», ha aggiunto, sottolineando l’importanza di una scelta condivisa e rispettosa.
Non abbiamo deciso nulla da nessuna parte, ha spiegato Speranzon, spiegando che il partito dovrà trovare una sintesi per le elezioni 2027. «Non imporremo nomi da Venezia e neanche da Roma», ha aggiunto, sottolineando l’importanza di una scelta condivisa. «A Padova le piacerebbe il leghista Roberto Marcato?», ha chiesto Speranzon, sottolineando che il rapporto personale è ottimo, ma la decisione dovrà essere fatta con attenzione. «Se lo è, non abbiamo veti, ma nemmeno fretta», ha concluso, ribadendo l’importanza di una scelta responsabile.
Le alleanze si valutano sui programmi
«Le alleanze si valutano sui programmi, così come sulla lealtà e sulla capacità di governare, non certo sulle convenienze decise di volta in volta in base ai sondaggi del momento», ha sottolineato Speranzon. Il coordinatore ha espresso preoccupazione per la posizione di Roberto Vannacci, che secondo lui non sta lavorando per far crescere il centrodestra, ma per indebolirlo. «Non vedo motivi per un calo nel 2027», ha concluso, rassicurando sull’efficacia del partito.
La leadership di Giorgia Meloni è riconosciuta dai cittadini come autorevole, perché è riuscita a garantire cinque anni di stabilità», ha detto Speranzon, sottolineando l’importanza della stabilità e della coerenza politica. Il coordinatore ha anche espresso soddisfazione per il risultato ottenuto da Simone Venturini, sindaco di Venezia, che ha raccogliuto il consenso anche al di fuori del recinto stretto di centrodestra. «Siamo contenti del risultato ottenuto dalla lista civica Venturini Sindaco», ha concluso, riconoscendo il contributo della coalizione.
«Non era un rinnovo per frizioni, ma per dimissioni dovute a incompatibilità con altre funzioni», ha spiegato Speranzon, commentando la conclusione dei congressi di FdI in Veneto. «Mi fa piacere registrare che, a differenza del passato, in tutte e cinque le province di questa tornata ci sono state candidature unitarie», ha aggiunto, sottolineando l’importanza di una sintesi responsabile. «Non perché siano intervenuti diktat o manchi il dibattito, ma in quanto responsabilmente ci sono state la volontà e la capacità di trovare una sintesi fra le diverse sensibilità», ha concluso, ribadendo l’importanza di un dibattito costruttivo.
