Pista da sci sintetica nel Parco dell’Appennino Lucano, sequestro per reati ambientali dopo denunce
Sequestro per reati ambientali a causa di violazioni nell’installazione di una pista da sci sintetica nel Parco dell’Appennino Lucano.

Nel Parco dell’Appennino Lucano, a causa di denunce ambientaliste, è stato disposto il sequestro di un impianto di risalita in corso di realizzazione nel comune di Abriola. L’operazione, condotta dai carabinieri forestali di Potenza, ha interessato un tratto di circa 500 metri del cantiere, legato alla sede della nuova seggiovia. L’azione è stata motivata da possibili violazioni ambientali e procedurali, tra cui l’abbattimento di centinaia di piante e la realizzazione di opere senza le necessarie autorizzazioni. L’indagine, avviata dalla Procura di Potenza, ha portato a un blocco immediato delle operazioni di taglio e scavo, in attesa della convalida da parte del giudice per le indagini preliminari.
Violazioni contestate e reati ambientali
Le autorità hanno contestato al progetto diversi reati, tra cui il falso ideologico per induzione, per la mancata indicazione nel documento di Valutazione di incidenza ambientale del taglio di 81 esemplari di specie vegetali all’interno della Zona Speciale di Conservazione (Zsc) Faggeta di Monte Pierfaone. Inoltre, sono state segnalate violazioni della legge sulle aree protette, inquinamento ambientale per l’abbattimento di 809 piante ad alto fusto e mancanza di autorizzazioni paesaggistiche. L’opera, che prevede una pista da sci sintetica di 480 metri, la più lunga d’Italia, è finanziata per 6 milioni di euro attraverso il Programma operativo complementare del fondo europeo di sviluppo regionale.
Il progetto include anche una nuova seggiovia che da 1350 metri arriverà a 1500 metri, dove si collegherà alla seggiovia esistente che porta a 1737 metri, punto più alto dell’area sciistica. In aggiunta, una struttura di servizio, parcheggi, percorsi pedonali e nuovi servizi. Il costo totale stimato dell’opera è di 8 milioni di euro, con 6 milioni finanziati attraverso il fondo europeo. Il sequestro, però, ha bloccato solo le operazioni legate alla sede della seggiovia, mentre il resto dei lavori prosegue su un raggio di circa tre chilometri.
Reazioni dell’amministrazione e delle associazioni
Il sindaco di Abriola, Romano Triunfo, ha spiegato che l’obiettivo del progetto è completare l’opera entro il 31 dicembre per non perdere un finanziamento decisivo per la regione. L’amministrazione ha sottolineato il lavoro svolto con trasparenza e rispetto delle prescrizioni regionali, attribuendo il successo al responsabile unico del progetto, l’ingegner Valentino Fellone. Tuttavia, l’amministrazione ha espresso rammarico per l’“allarmismo ideologico” da parte di associazioni ambientaliste e media.
Legambiente, invece, ha dichiarato che il sequestro conferma la necessità di verificare con rigore l’iter autorizzativo e l’impatto ambientale dell’opera. L’indagine, avviata dalla Procura, ha come obiettivo valutare se l’opera costituisca una “rivoluzione verde e turistica” per la Basilicata. Il sequestro, sebbene abbia bloccato alcune operazioni, non ha fermato il resto dei lavori, che proseguono su un raggio di circa tre chilometri. Il progetto, pur suscitando reazioni da parte di diversi enti, rappresenta un’opera di grande impatto per la regione. L’indagine, in corso, dovrà verificare se le violazioni contestate siano realmente state commesse e se siano state rispettate tutte le normative ambientali e urbanistiche. L’opera, se approvata, potrebbe diventare un simbolo di sviluppo sostenibile e turismo in una zona protetta.
