Paolo Signorelli torna portavoce del ministro Lollobrigida dopo due anni di distanza

Paolo Signorelli torna a lavorare come portavoce del ministro Lollobrigida dopo due anni di distanza, nonostante passato per polemiche per battute antisemite.

Paolo Signorelli, ex portavoce del ministro Lollobrigida, torna a lavorare in politica dopo due anni di distanza
Paolo Signorelli, ex portavoce del ministro Lollobrigida, torna a lavorare in politica dopo due anni di distanza

Paolo Signorelli, ex portavoce del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, torna a occupare il ruolo di comunicazione del governo dopo due anni di distanza. Il giornalista, noto per le polemiche derivanti da battute antisemite e neofasciste, ha riacquisito la posizione su richiesta del ministro. L’annuncio è stato reso noto da fonti politiche, confermando il ritorno del comunicatore dopo un periodo di distanza forzato. Signorelli, che aveva lasciato la posizione nel giugno 2024, è tornato a lavorare in un contesto che, seppur diverso, non ha cancellato le critiche che lo hanno accompagnato.

Le polemiche del 2024 e la decisione di dimettersi

Le controversie che hanno portato a una sua decisione di dimettersi risalgono al 2024, quando alcune chat tra Signorelli e Fabrizio Piscitelli, noto come “Diabolik”, sono state pubblicate. Piscitelli, ex capo ultras della Lazio e narcotrafficante, era morto a Roma nel 2019. Nelle conversazioni, Signorelli aveva espresso battute antisemite e neofasciste, come “Mortacci loro e degli ebrei”, rispondendo a un articolo su soldati tedeschi morti in prigionia durante la Seconda guerra mondiale. Le frasi, pur non essendo considerate penalmente rilevanti, hanno suscitato reazioni forti nel mondo politico e mediatico.

“Mica è colpa nostra se i romanisti sono ebrei”, diceva Diabolik in un vocale. “Tutti ebrei”, rispondeva Signorelli. Queste frasi, seppur non formalmente rese pubbliche, hanno alimentato un dibattito su etica e responsabilità del comunicatore politico. Le polemiche hanno portato a una decisione di dimettersi da parte di Signorelli, che ha riconosciuto di aver agito in un periodo della sua vita non più riconosciuto.

Le dichiarazioni del capodelegazione di Fratelli d’Italia

Il capodelegazione di Fratelli d’Italia al governo ha confermato che non è emerso nulla di compromettente per l’attività professionale di Signorelli. “Nulla è emerso che sia di impedimento allo svolgimento di una attività professionale per le quali Signorelli incarna tutte le caratteristiche sostanziali e formali”, ha detto il responsabile. Questa affermazione ha cercato di tranquillizzare i detrattori, ma non ha cancellato le critiche che lo hanno seguito. Signorelli, in un’intervista all’epoca, aveva dichiarato: “Era un’altra fase della mia vita, quello era un altro Paolo: sono notizie che parlano di un tempo lontano a cui non faccio riferimento e in cui non mi riconosco in nessun modo”.

Nonostante le polemiche, il ministro Lollobrigida ha scelto di riporre la fiducia in Signorelli, probabilmente per la sua esperienza e capacità di comunicazione. Il giornalista, che è anche nipote dell’omonimo Paolo Signorelli, fondatore del movimento di estrema destra Ordine Nuovo, ha riacquisito un ruolo chiave nel governo, nonostante il passato controverso. Il ritorno di Signorelli al ruolo di portavoce non è stato accolto senza critiche, ma il ministro ha espresso fiducia nel suo lavoro. La situazione rimane complessa, con un equilibrio tra passato e presente che non sembra ancora risolto. Il giornalista, però, sembra aver trovato un nuovo equilibrio nel ruolo di comunicatore politico, nonostante le perplessità che lo accompagnano.