Calabresi annuncia candidatura a sindaco di Milano, Schlein chiede calma
Calabresi si candida a sindaco di Milano, Schlein invita a calma e riflessione

Mario Calabresi, ex direttore di Chora Media e Will Media, ha annunciato la sua candidatura a sindaco di Milano, un passo che ha suscitato reazioni e attenzione nel centrosinistra. Lasciando il lavoro da giornalista, Calabresi ha scelto di concentrarsi sulla sua nuova sfida politica. La mossa, però, non è passata inosservata: la segretaria del Pd, Elisa Schlein, ha inviato un messaggio chiaro e breve: «Calma». L’accelerazione sembra essere stata inattesa, anche se la scelta di Calabresi appare come un primo passo verso le primarie del centrosinistra per il sindaco del capoluogo lombardo.
Un candidato che si presenta con un messaggio chiaro
Calabresi ha spiegato che sente forte il richiamo a percorrere una strada nuova, un’idea che ha suscitato interesse tra i milanesi. Il suo nome, però, non è nuovo: da tempo si parla di lui come papabile per il ruolo. La sua candidatura, però, non è stata accolta da tutti. Alcuni, come Luca Paladini, fondatore dei “Sentinelli”, hanno espresso perplessità, chiedendo se esistano leggi che impediscono a un politico con esperienza di diventare sindaco. Per il momento, però, il nome di Calabresi si fa strada, anche se la segretaria del Pd ha chiesto di non anticipare le decisioni. La scelta di Calabresi ha messo in moto un dibattito che potrebbe durare mesi.
Majorino, il candidato naturale del Pd
Pierfrancesco Majorino, invece, si presenta come il candidato «naturale» del Pd. Vicino alla segretaria, ha un profilo di sinistra e una carriera politica lunga e radicata. Dopo anni di attività in ambito locale e nazionale, Majorino si presenta come un nome che potrebbe rappresentare la continuità del Pd a Milano. Tuttavia, la sua candidatura non è senza rischi: le primarie potrebbero diventare un’arma a doppio taglio, soprattutto se il Pd dovesse scegliere un candidato che non risponde alle aspettative della sinistra.
La situazione è complessa: il Pd non ha ancora un programma condiviso per Milano, e la coalizione nazionale dovrà imbarcarsi con M5s e Azione. La segretaria Schlein ha sottolineato che «prima scriviamo il programma, poi troviamo i nomi», un invito a non precipitare. La città, però, attende una scelta, e la candidatura di Calabresi ha messo in moto un dibattito che potrebbe durare mesi. La candidatura di Calabresi ha suscitato reazioni positive da parte di alcuni milanesi.
La partita milanese, però, non è solo un’elezione: è un test per il Pd, che dovrà dimostrare di essere in grado di governare in modo coerente e trasparente. La segretaria Schlein, con il suo invito a «calma e gesso», ha dato un segnale chiave: il Pd non può permettersi di sbagliare. La scelta del candidato sarà cruciale, e la città, in attesa, osserva con attenzione ogni mossa.
