Tony Effe e la polemica per le teorie sui carboidrati e la taglia 38
Tony Effe attacca gli «schiavi del cibo» e la sua dieta, ma le sue parole suscitano polemiche.
Il trapper Tony Effe ha suscitato una forte polemica durante la Milano Fashion Week, dopo aver condiviso una storia Instagram in cui ha commentato la sua taglia 38 e criticato l’uso di zuccheri e carboidrati. Il post, pubblicato durante una sfilata di Diesel, ha suscitato reazioni forti tra i follower, con accuse di discriminazione e di non rispettare le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Il trapper, che si trova in auto per raggiungere l’evento, mostra un abito con taglia 26 da donna e afferma: «Raga’ vi dico solo che questa è una taglia 26 da donna. Avete capito, eh? Schiavi del cibo, schiavi dei carboidrati. Siete solo degli schiavi degli zuccheri». La frase, accompagnata da video in cui mostra il suo fisico in palestra, ha suscitato reazioni forti, con utenti che lo accusano di demonizzare l’alimentazione e di non rispettare le norme sanitarie.
Una dieta che non convince gli esperti
Le parole di Tony Effe, che ha raccontato di aver smesso di fumare marijuana dopo vent’anni grazie alla corsa, sono state interpretate come un’altra forma di attacco a chi non riesce a mantenere un certo standard di forma fisica. Il trapper, che ha sottolineato che la taglia 38 è «molto piccola», ha anche affermato che chi non riesce a entrare in una taglia simile è «schiavo del cibo». Queste dichiarazioni, però, non sono state accolte bene dagli esperti. Secondo l’OMS, i carboidrati e gli zuccheri non devono essere demonizzati, ma la loro qualità e quantità devono essere controllate. Gli zuccheri «liberi», ad esempio, non dovrebbero superare il 10% della quota energetica giornaliera, mentre i carboidrati sono una fonte principale di energia, soprattutto per chi si allena.
Un contrasto con la sfilata di Diesel
La polemica si è intensificata anche in relazione al contesto della sfilata di Diesel, dove il designer Glenn Martens aveva voluto promuovere l’inclusività e la libertà del corpo. Il motto dell’evento era «inclusività, espressione di sé, piacere e democrazia dell’esperienza», e il trapper, che era presente come direttore creativo del marchio, ha sembrato contrastare questa visione con le sue parole. «Per insegnare agli altri a stare al mondo, bisogna saper fare di meglio», ha scritto una ragazza su un commento al post di Tony Effe. Altri utenti hanno espresso preoccupazioni per l’impatto che le sue dichiarazioni potrebbero avere sui giovani fan, che lo seguono e lo prendono ad esempio. «Spero che tua figlia non soffrirà mai di disturbi alimentari», ha scritto un altro utente.
Le parole del trapper, che ha continuato a promuovere un’alimentazione «perfetta» per lui, sono state criticate anche dagli esperti, che hanno sottolineato che la sua cultura alimentare non è considerata sana per lui stesso e per i ragazzi che lo seguono. Non si devono demonizzare i carboidrati, ma privilegiarne la qualità, ha spiegato l’OMS, che ha anche precisato che i carboidrati sono necessari per chi si allena. Il trapper, però, non ha mostrato alcun interesse a modificare le sue dichiarazioni, continuando a parlare di «schiavi del cibo» e di una dieta che, secondo lui, è il risultato di un controllo eccessivo su zuccheri e carboidrati.
La polemica, che ha coinvolto anche la Milano Fashion Week, ha suscitato reazioni forti su Instagram, con commenti che vanno dal sostegno al trapper al condanna per la sua mancanza di sensibilità. Bro basta con sta storia di zuccheri e carboidrati, ha scritto un utente, mentre un altro ha sottolineato che «non si può demonizzare l’alimentazione senza considerare le diverse esigenze». La situazione, però, non sembra destinata a risolversi presto, con il trapper che continua a promuovere la sua visione di alimentazione e a suscitare dibattiti su come si dovrebbe parlare di salute e di corpo in un contesto sociale sempre più sensibile.
