Elly Schlein punta su un’alleanza senza compromessi: si prepara alle primarie con determinazione

Elly Schlein si prepara alle primarie con un piano chiaro e determinato, in mezzo a polemiche e dubbi.

Elly Schlein si prepara alle primarie con un piano chiaro e determinato, in mezzo a polemiche e dubbi
Elly Schlein si prepara alle primarie con un piano chiaro e determinato, in mezzo a polemiche e dubbi

Elly Schlein si prepara alle primarie con determinazione

Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, non si fa spaventare dalle polemiche e dai dubbi sulla sua adeguatezza come premier. Nonostante i sondaggi che la danno dietro a Giuseppe Conte e le preoccupazioni per la possibile sottrazione di voti da parte della sindaca di Genova, Schlein procede con la sua strategia di «avanti tutta». La sua determinazione si basa su un piano chiaro: un’alleanza senza compromessi, un programma scritto a settembre con un «percorso partecipato», e una vittoria alle primarie che considera quasi certa.

La strategia di Schlein si fonda su un’unica certezza: il tempo stringe. Il leader di Areadem ha smentito le voci di un eventuale passo indietro, rifiutando l’idea di un «garante» per il campo largo. Per lei, non c’è spazio per un «terzo nome» né per un’altra soluzione. La scelta del candidato premier, secondo Schlein, dovrà essere fatta attraverso le primarie o attraverso il leader del partito che raccoglierà più voti. Cioè, o lei o lei.

Un’alleanza in bilico tra tensioni e speranze

La Babilonia del campo largo, come la definisce Schlein, potrebbe trasformarsi in un successo. Tuttavia, il clima non è tranquillo. Il Fatto, giornale di riferimento degli elettori M5s, accusa il Pd di «bellicismo», sostenendo che le tensioni interne al partito rischiano di seminare zizzania. «La segretaria di un grande partito si confronta con tutti», spiega un dem di primo piano, ma la sfida resta: come gestire un’alleanza che sembra sempre più fragile.

La sua capacità di convocare gli elettori è un punto di forza. Schlein si basa su un’esperienza dimostrata: la vittoria ai gazebo del Pd nel 2023. Anche in primarie a un turno secco, e aperte al voto online, è convinta di raccogliere il doppio dei voti di Conte. Tuttavia, non mancano le preoccupazioni: chi teme una vittoria di misura della segretaria, che indebolirebbe il partito, e chi, sondaggi alla mano, teme la vittoria di Conte, che aprirebbe scenari persino apocalittici.

La scelta di Salis, sindaca di Genova, resta incerta. Da alcuni viene descritta come convinta di non volersi lanciare nella mischia, ma da Roma alcuni «amici» le hanno spiegato che «il suo tempo è ora». Dopo le primarie e dopo il voto, potrebbe richiudersi la finestra di simpatia popolare che le si è aperta. C’è chi riferisce che si sta convincendo: e che si prepara, in autunno, durante le presentazioni del suo libro (che esce a ottobre), a rispondere a una chiamata all’impegno: vasta e trasversale. La sua presenza nei gazebo spariglierebbe: a Schlein contenderebbe almeno l’elettorato riformista. Peraltro, anche quest’anno Salis salirà sul palco di una festa dell’Unità, quello di Villalunga (Reggio Emilia) con il presidente Pd Stefano Bonaccini. Chi le sta vicino assicura: «Andrà tutto bene».