Operaio di 66 anni muore in seguito a crollo di tettoia a Mesagne
Incidente sul lavoro a Mesagne: operaio di 66 anni muore dopo crollo tettoia, figlio ferito

Un operaio di 66 anni è morto dopo che una tettoia è crollata a Mesagne, nel Brindisino, in seguito a un incidente sul lavoro. L’uomo, titolare di una ditta individuale specializzata nelle lavorazioni in legno, è rimasto intrappolato sotto le macerie mentre tentava di salvare il figlio, un giovane di 26 anni, che era rimasto ferito. Il giovane è stato trasportato in codice rosso all’ospedale Perrino per le gravi ferite riportate. L’incidente si è verificato questa mattina e ha coinvolto i vigili del fuoco e gli agenti della polizia di Stato, che hanno effettuato i soccorsi sul posto. Le cause esatte del crollo sono ancora da chiarire.
Un dramma che ha scosso la comunità locale
Il crollo della tettoia ha suscitato grande preoccupazione nella comunità di Mesagne, dove l’incidente ha messo in luce le fragilità della sicurezza sul lavoro. L’operaio, che aveva una lunga esperienza nel settore, ha perso la vita nel tentativo di salvare il figlio, un gesto che ha suscitato emozioni forti tra i cittadini. Il giovane, pur ferito, è stato immediatamente soccorso e trasportato in ospedale, dove le sue condizioni sono in fase di valutazione. L’episodio ha riacceso il dibattito sulla necessità di un piano strutturale per la sicurezza sul lavoro, con maggiore controllo, investimenti e qualificazione delle imprese.
Le dichiarazioni di senatori e sindacati
La senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan ha espresso preoccupazione per il dramma, sottolineando che le morti sul lavoro rappresentano una ferita aperta per il Paese. Non possiamo continuare a rispondere a questa drammatica emergenza con interventi episodici o con qualche correttivo normativo. Il Governo deve avviare un piano strutturale per la sicurezza sul lavoro fondato su maggiori controlli, investimenti sulla prevenzione, qualificazione delle imprese e rafforzamento degli ispettorati. Il coordinatore provinciale della Uil Brindisi, Fabrizio Caliolo, ha sottolineato che “uscire di casa per andare a lavorare non deve più significare una condanna a morte”.
Questo incidente ha messo in luce le criticità del settore delle lavorazioni in legno, dove spesso si registrano situazioni di rischio non sempre adeguatamente controllate. L’assenza di misure preventive e la mancanza di controlli rigorosi potrebbero aver contribuito al crollo della tettoia. L’incidente ha anche suscitato una reazione di indignazione da parte dei sindacati, che hanno chiesto interventi più incisivi per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori.
- Operaio di 66 anni muore in seguito a crollo di tettoia a Mesagne
- Figlio di 26 anni ferito e trasportato in codice rosso
- Intervenuti vigili del fuoco e polizia di Stato
- Dichiarazioni di senatori e sindacati su sicurezza sul lavoro
