Pensionato aggredito a Donnalucata, cinque arresti per estorsione e lesioni aggravate
Pensionato aggredito a Donnalucata, cinque arresti per estorsione e lesioni aggravate

Aggressione a Donnalucata: un pensionato massacrato di botte
Il 3 febbraio 2026, a Donnalucata, frazione balneare di Scicli, un pensionato di 72 anni è stato bloccato in auto da tre uomini che lo hanno trascinato sull’asfalto e picchiato con violenza. La vittima ha riportato lesioni al volto e agli arti, mentre gli aggressori hanno rivolto minacce di morte non solo a lui, ma anche alla sua famiglia, intimandogli di saldare un presunto debito. L’episodio ha scatenato un’indagine che ha portato all’arresto di cinque persone, tra cui i tre esecutori materiali dell’aggressione e due presunti mandanti.
La vittima ha sempre negato l’esistenza di un debito, ma gli aggressori hanno insistito per farlo pagare, minacciandolo e costringendolo a scendere dall’auto. L’aggressione è avvenuta lungo via Salvador Allende, dove un’auto ha bloccato la strada del pensionato, permettendo ai tre uomini di aggredirlo. La violenza è stata tale da richiedere un intervento immediato da parte dei Carabinieri, che hanno avviato le indagini per chiarire i fatti.
Indagini coordinate dalla Procura di Ragusa
L’indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa e ha visto impegnati i militari della Compagnia di Modica. I Carabinieri hanno ricostruito la dinamica dell’agguato grazie a dichiarazioni della vittima, attività tecniche e immagini delle telecamere di videosorveglianza. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale ibleo, che ha disposto l’arresto di cinque persone, tra cui i tre esecutori materiali e due fratelli gemelli ritenuti responsabili del piano.
Due fratelli gemelli sono stati individuati come mandanti, con un ruolo chiave nella pianificazione dell’aggressione. Le indagini hanno rivelato un preesistente rapporto finanziario tra la vittima e i due uomini, legato a prestiti di denaro concessi da loro alla vittima e alla sua ex compagna. Questo ha rafforzato il quadro accusatorio, evidenziando un legame diretto tra i fatti e le motivazioni dell’aggressione.
Sequestri di denaro e titoli di credito
Nel corso delle perquisizioni effettuate presso le abitazioni dei due fratelli, i Carabinieri hanno trovato oltre 48.000 euro in contanti custoditi in alcune casseforti, insieme a svariati assegni, tra cui titoli di credito firmati dalla vittima. Questi elementi hanno confermato l’esistenza di un debito presunto, che gli aggressori hanno cercato di recuperare con la forza. Inoltre, sono stati sequestrati ulteriori 6.500 euro in contanti presso l’abitazione di uno dei presunti mandanti. Le indagini hanno permesso di identificare senza dubbi i tre esecutori materiali, grazie all’analisi delle immagini e delle dichiarazioni. Gli arrestati sono stati condotti presso strutture penitenziarie, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che dovrà valutare la posizione giuridica di ciascuno. L’operazione ha rappresentato un esempio di collaborazione tra le forze dell’ordine e la Procura per contrastare il crimine organizzato e proteggere i cittadini.
