Saman Abbas, la ragazza che ha osato scegliere se stessa: il caso che ha scosso l’Italia

Saman Abbas, la ragazza che ha osato scegliere se stessa: il caso che ha scosso l’Italia

Saman Abbas, la ragazza che ha osato scegliere se stessa: il caso che ha scosso l'Italia
Saman Abbas, la ragazza che ha osato scegliere se stessa: il caso che ha scosso l’Italia

Saman Abbas, diciotto anni, è morta per aver osato scegliere se stessa. La sua storia, raccontata per la prima volta in modo completo e dettagliato, ha scosso l’Italia e ha rivelato una verità che nessuno aveva voluto ascoltare. La ragazza, figlia di un’immigrata pachistana e di un’azienda agricola in provincia di Reggio Emilia, ha vissuto una vita segnata da conflitti tra tradizione e libertà, tra famiglia e desiderio di autonomia. Il 30 aprile 2021, dopo aver scambiato gli ultimi messaggi con il fidanzato, Saman si è incamminata nel buio, accompagnata dalla madre, e non è mai più tornata. Il corpo è stato trovato un anno e mezzo dopo, sepolto in un casolare abbandonato a Novellara, 20 km a nord di Reggio Emilia. La sua morte ha scatenato una caccia internazionale, che ha portato alla cattura dei genitori e di altri membri della famiglia, ma anche a una lotta per la verità che ha visto coinvolgere la giustizia, la comunità e la famiglia.

La vita di Saman Abbas: tra tradizione e libertà

Saman Abbas, nata in Italia da una famiglia pachistana, ha vissuto una vita segnata da tensioni interne. Appena maggiorenne, ha deciso di tornare a casa per recuperare il passaporto per sposarsi con il fidanzato, ma i genitori si sono rifiutati di restituirglieli. Il 22 aprile 2021, Saman ha spostato l’ultima denuncia contro i genitori. La sua decisione di vivere in modo autonomo, scegliendo un partner che non era un cugino più vecchio, ha suscitato tensioni all’interno della famiglia. La madre, Nazia Shaheen, ha rifiutato di ascoltare le sue richieste, e la ragazza ha iniziato a sentirsi in pericolo. Il 30 aprile, dopo aver scambiato gli ultimi messaggi con il fidanzato, Saman si è incamminata nel buio, accompagnata dalla madre, e non è mai più tornata.

La caccia ai genitori: una guerra internazionale

La morte di Saman ha scatenato una caccia internazionale. I genitori, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, si erano dispersi per l’Europa, ma sono stati catturati uno dopo l’altro. Il cugino Ijaz Ikram è stato fermato a Nîmes, in Francia, nel maggio 2021. Lo zio Danish Hasnain, considerato mente ed esecutore materiale del delitto, è stato stanato a Parigi il 22 settembre 2021, grazie a un neo sul volto riconosciuto dagli inquirenti. L’altro cugino, Noman Ul Haq, è stato scovato a Barcellona nel febbraio 2022. Il padre, Shabbar Abbas, è stato rintracciato in Pakistan il 15 novembre 2022, e solo nel settembre 2023 è stato consegnato ai carabinieri, segnando un primo caso di estradizione dall’Italia. La madre, Nazia Shaheen, è stata arrestata il 31 maggio 2024, in un villaggio pachistano al confine con il Kashmir, e trasferita a Islamabad per completare la procedura. Arrivata in Italia il 22 agosto 2024, è giunta in tempo per il processo d’appello.

La verità è arrivata tardi, ma è arrivata. Il processo ha attraversato i tre gradi di giudizio. Dicembre 2023: ergastolo per i genitori Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, 14 anni allo zio Danish Hasnain, assoluzione per i cugini. Aprile 2025: la Corte d’Appello di Bologna ribalta tutto, condanna all’ergastolo anche i cugini e alza a 22 anni la pena dello zio. Luglio 2026: la Cassazione chiude ogni spiraglio, respinge i ricorsi e rende le condanne definitive e irrevocabili.

Il fratello Ali Haider ha rotto il silenzio e ha rivelato dettagli sconvolgenti. Secondo lui, lo zio Danish ha afferrato Saman per il collo e l’ha trascinata verso le serre, mentre il padre lo ha minacciato di appenderlo alle serre se non gli avesse mostrato le chat tra Saman e il fidanzato Saqib. La notte dell’omicidio, lo zio si è addormentato accanto a lui, russando, mentre lui piangeva in silenzio.