Nuovi dettagli sconvolgenti sull’omicidio di Pamela Mastropietro
Nuovi dettagli sconvolgenti sull’omicidio di Pamela Mastropietro, tracce di DNA e intercettazioni in carcere.

Il caso dell’omicidio di Pamela Mastropietro, avvenuto a Macerata il 31 gennaio 2018, continua a sconvolgere l’opinione pubblica e le indagini. Nuovi dettagli emersi dall’inchiesta hanno rivelato tracce di DNA di un terzo uomo sul corpo della diciottenne romana, nonché intercettazioni in carcere che hanno lasciato sgomento e orrore. I presunti assassini, tre nigeriani, sono accusati di aver praticato torture ben peggiori di quelle che hanno portato alla morte di Pamela.
Tracce di DNA e nuove ipotesi investigative
Le indagini della procura marchigiana hanno registrato nuove sorprese, tra cui il rinvenimento di tracce di DNA di un terzo uomo sul corpo depezzato della ragazza. Questo terzo uomo, verosimilmente di etnia caucasica, sarebbe stato in relazione con Pamela poco prima della sua tragica fine. Inoltre, è emerso che un altro uomo italiano, con cui la ragazza aveva avuto un rapporto sessuale in cambio di un passaggio in auto, è stato identificato come un possibile soggetto coinvolto.
Le tracce di DNA hanno aperto nuove ipotesi investigative, ma non sono state ancora rinvenute tracce biologiche direttamente collegabili ai presunti complici.
Intercettazioni in carcere e confessioni orribili
Le intercettazioni ambientali effettuate in carcere hanno svelato dichiarazioni inquietanti da parte dei presunti complici di Innocent Oseghale, Awelima Lucky e Lucky Desmond. I tre hanno ammesso, convinti di non essere ascoltati, di aver praticato torture ben peggiori in Nigeria. In particolare, Awelima Lucky ha rivelato di aver trovato sul suo smartphone foto raccapriccianti di torture inflitte a giovani africani, tra cui un ragazzo con la lingua visibilmente tagliata.
Le confessioni in carcere hanno lasciato intendere chiaramente chi siano i presunti assassini di Pamela Mastropietro.
Organizzazione criminale e torture efferate
Le indagini hanno anche rivelato che Desmond Lucky avrebbe involontariamente ammesso di far parte di un’organizzazione criminale nigeriana chiamata Rogged, che si sarebbe macchiata di efferatezze ben peggiori della “macelleria messicana” praticata su Pamela. Secondo le intercettazioni, Innocent Oseghale avrebbe dovuto far sparire il cadavere tagliandone una parte a pezzettini da gettare nel gabinetto e mangiando nel tempo il restante, dopo averlo congelato.
Le dichiarazioni dei presunti complici hanno confermato sospetti inquietanti, ma non hanno ancora portato a accuse definitive.
Le indagini proseguono, con l’obiettivo di chiarire tutti i dettagli emersi e di individuare eventuali responsabilità. Il giudice di Macerata, Giovanni Manzoni, ha citato alcune delle intercettazioni come parte dell’ordinanza di custodia cautelare. La situazione rimane complessa e sconvolgente, con nuovi elementi che potrebbero influenzare il corso delle indagini.
