Nuove regole e meno Var: gli arbitri italiani cercano di rafforzare la loro credibilità
Gli arbitri italiani adottano nuove regole per ridurre il tempo persi e limitare l’uso del Var, cercando di salvare la loro credibilità.

La stagione 2026/2027 segna un cambio di rotta per il calcio italiano, con l’introduzione di nuove regole che riducono l’uso del Var e introducono sanzioni più severe per i comportamenti in campo. L’obiettivo è salvaguardare la credibilità degli arbitri, che hanno visto crescere le critiche per errori e decisioni contestate. Il nuovo designatore degli arbitri di Serie A e B, Daniele Orsato, ha preso la guida del settore dopo l’autosospensione di Gianluca Rocchi, coinvolto in un’inchiesta archiviata. Orsato, che ha chiesto di essere chiamato allenatore invece che designatore, ha introdotto modifiche regolamentari in linea con quelle sperimentate ai Mondiali Nordamericani.
Tempo in gioco e sanzioni più severe
Nelle prime 80 partite del campionato, il pallone è rimasto in gioco per il 59,4 per cento del tempo, una quota alta anche considerando che le gare si sono accorciate rispetto agli oltre 100 minuti di durata media del Qatar. Le nuove regole prevedono che chi non rispetta i tempi stabiliti per le sostituzioni paga immediatamente, con una rimessa o un calcio d’angolo regalati agli avversari. Chi viene sostituito ha 10 secondi per uscire dal punto più vicino della linea perimetrale, con il conteggio che parte dall’esposizione del tabellone da parte del quarto uomo. Se non ce la fa, esce lo stesso, ma chi doveva entrare aspetta la prima interruzione dopo un minuto dalla ripresa del gioco.
Le sanzioni sono immediate e non si possono evitare, con conseguenze dirette per la squadra che non rispetta i tempi stabiliti. Questo sistema mira a ridurre il tempo persi e a mantenere un flusso di gioco più continuo. Inoltre, il giallo resta sullo sfondo e arriva soltanto se il ritardo continua dopo la sanzione tecnica.
Un meccanismo a senso unico
Le modifiche introdotte dall’Ifab, approvate in due assemblee e entrate in vigore il 1° luglio, prevedono che il Var possa togliere un’ammonizione ingiusta, ma non suggerirne una che l’arbitro ha deciso di non dare. Pierluigi Collina, responsabile arbitrale della Fifa, ha sottolineato che gli infortuni sono diminuiti drasticamente e che le richieste di intervento dello staff medico sono state rare. Inoltre, si osserva che alcuni giocatori corrono verso la linea laterale per farsi sostituire anche quando la squadra è in vantaggio.
Le sanzioni, però, sono state pochissime: in 72 partite di gironi, solo una sostituzione ha sforato i 10 secondi, mentre il conto alla rovescia dei 5 secondi è arrivato fino in fondo 15 volte. La lega italiana ha recepito quasi tutto ciò che è stato visto nei Mondiali, ma ha lasciato fuori alcune norme, come l’espulsione automatica per chi si copre la bocca in modo provocatorio. In Serie A, questa sanzione verrà valutata caso per caso.
Il Var non può suggerire sanzioni, ma può correggere errori. Questo meccanismo a senso unico rimane un punto di forza per la trasparenza, ma potrebbe anche limitare la capacità di intervento in situazioni complesse. La riduzione del Var e l’introduzione di sanzioni più severe rappresentano un tentativo di rafforzare la credibilità degli arbitri, che hanno visto crescere le critiche per errori e decisioni contestate. La sfida è quella di trovare un equilibrio tra tecnologia e umanità, mantenendo la trasparenza e la giustizia nel gioco. La stagione 2026/2027 potrebbe segnare un nuovo inizio per il calcio italiano, con regole più chiare e un controllo più rigoroso sulle decisioni in campo.
