Incendio al ristorante dei fratelli Bianchi a sei anni dal dramma di Willy Monteiro

Incendio al ristorante dei fratelli Bianchi a sei anni dal dramma di Willy Monteiro. Indagini in corso.

Incendio al ristorante dei fratelli Bianchi a sei anni dal dramma di Willy Monteiro
Incendio al ristorante dei fratelli Bianchi a sei anni dal dramma di Willy Monteiro

Un incendio ha colpito il ristorante “Da Ale”, ex “Nai Bistrot”, a Artena, nella notte fra domenica e lunedì, a sei anni esatti dal dramma di Willy Monteiro Duarte. L’episodio, avvenuto poco dopo le tre, ha suscitato preoccupazione e attenzione, soprattutto per la vicinanza temporale con l’omicidio del giovane di Paliano, ucciso a Colleferro nel 2020. L’incendio, che ha interessato solo una fioriera esterna, è stato causato da un uomo con il viso travisato, che ha versato del liquido infiammabile sulla saracinesca del locale chiuso e ha appiccato il fuoco. Le fiamme si sono spente rapidamente, senza propagarsi all’interno dell’attività.

Un’azione con messaggio chiaro

Le indagini, coordinate dalla Procura di Velletri, stanno cercando di individuare l’autore dell’atto e il movente. I carabinieri della Stazione di Artena e i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Colleferro sono intervenuti sul posto per raccogliere elementi. Gli investigatori stanno analizzando l’eventuale presenza di telecamere di videosorveglianza, in modo da poter identificare l’uomo incappucciato e comprendere il significato del gesto. L’episodio, avvenuto in occasione dell’anniversario dell’omicidio di Willy, ha suscitato sospetti, ma al momento non esistono elementi accertati che collegino il tentativo d’incendio alla vicenda del giovane.

La famiglia Bianchi e i loro passati

La famiglia Bianchi, originaria di Artena, è nota per la sua vicinanza a ambienti di estrema destra e per la sua ostentata strafottenza. I due fratelli, Marco e Gabriele, sono stati condannati per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto il 5 settembre 2020. Dopo un pestaggio violento e insensato, il giovane è morto per gravi lesioni. La Corte d’Assise d’Appello di Roma ha disposto l’ergastolo per Gabriele Bianchi, mentre per Marco è stata stabilita una condanna definitiva. I due fratelli, insieme ad altri due condannati, avevano già precedenti per lesioni, risse, minacce e spaccio di stupefacenti. Li chiamavano la “banda di Artena”, un’area storica nota per essere stata terra di briganti.

Il terzo fratello, Alessandro Bianchi, ha liquidato l’incendio con poche parole: «È stato qualche ragazzino, non mi interessa nulla, non voglio parlare». Il 6 ottobre 2022, lui stesso ha avuto guai con la giustizia, dopo essere uscito di strada a Velletri e aver travolto i cartelli stradali. Non ha ricorso alle cure dei medici, ma i carabinieri hanno disposto un drug-test, che è risultato positivo. Per questo, è stato denunciato per guida sotto l’effetto di stupefacenti e gli è stata ritirata la patente.

La vicinanza temporale tra l’anniversario dell’omicidio di Willy e l’incendio al ristorante ha suscitato attenzione, ma al momento non esistono elementi che permettano di collegare i due fatti. L’intento intimidatorio sembra muovere le indagini, ma non è l’unica chiave di lettura del movente. La comunità di Paliano e Colleferro ha celebrato la memoria di Willy, con cerimonie e momenti di raccoglimento, ma in alcuni ambienti la tragedia è vista come una macchia, un episodio da minimizzare.

Willy Monteiro Duarte, di origine capoverdiana, aveva 21 anni e era mite, espansivo e pronto ad aiutare il prossimo. La notte del dramma, intervenne durante una lite per aiutare un amico, ma fu massacrato fino a morire esanime. La sua morte ha scosso l’opinione pubblica, nonostante in alcuni settori la tragedia venga scrollata di dosso. La famiglia Bianchi, pur essendo in carcere, continua a essere al centro di attenzione, anche se il terzo fratello ha cercato di distanziarsi dal passato.

Le indagini proseguono, con l’obiettivo di chiarire i motivi dell’incendio e identificare l’autore. La comunità attende risposte, mentre la memoria di Willy Monteiro Duarte rimane un simbolo di lotta e speranza per chi ha vissuto il dramma.