Nuove regole per le riprese sportive: il regista chiede equilibrio tra tutela e racconto
Nuove linee guida per le riprese sportive: il regista Alessandro Cagol chiede equilibrio tra tutela e racconto.

Le nuove linee guida dell’Ebu sulle riprese delle competizioni femminili hanno suscitato un dibattito tra operatori e registi. Il regista trentino Alessandro Cagol ha espresso preoccupazione per il rischio di snaturare il racconto dello sport, sottolineando l’importanza di un equilibrio tra tutela degli atleti e la capacità di raccontare la competizione in modo completo. “La tutela è sacrosanta e nessuno la mette in discussione, ma non si può rischiare di snaturare il racconto dello sport”, ha dichiarato Cagol, riferendosi alle nuove regole che limitano l’uso di inquadrature che potrebbero mettere a disagio le atlete.
La regia sportiva e il rischio di impoverire il racconto
Secondo Cagol, le regole dell’Ebu potrebbero limitare gli strumenti necessari per raccontare la gara agli spettatori. “Se durante un evento ci sono dieci o venti telecamere è perché ognuna di queste ha una sua funzione precisa”, ha spiegato. Una ripresa da dietro, ad esempio, serve a mostrare un gesto tecnico nell’atletica o una ricezione nella pallavolo. Se quelle immagini diventano un problema, allora alcune telecamere non potranno più essere utilizzate e alcuni azioni non più riprese.
Le nuove regole rischiano di limitare il racconto dello sport, riducendo la qualità del racconto visivo.
Il regista ha sottolineato come il rischio principale sia quello di perdere alcuni dettagli fondamentali del gesto atletico. “Facciamo solo campi larghi? Così però non si vede più il movimento tecnico, non si coglie la qualità della prestazione e si impoverisce di parecchio il racconto di quella che è la competizione in atto”, ha aggiunto. Cagol ha ritenuto fondamentale trovare un equilibrio tra la tutela degli atleti e la possibilità di raccontare lo sport in maniera completa, senza compromettere il valore del gesto atletico.
Un dibattito che riguarda diverse discipline sportive
Il regista ha esteso il dibattito a diverse discipline sportive, tra cui l’atletica leggera, il beach volley, la pallavolo e il tennis. “Nel tennis le telecamere sono posizionate dietro il campo per mostrare il gioco. Se il problema diventa vedere le atlete da quella prospettiva, allora si dovrebbe rinunciare anche in questo caso ad una delle immagini principali della partita”, ha spiegato. Secondo Cagol, il problema potrebbe estendersi anche alle riprese estive dei telegiornali, dove si mostrano immagini di bagni al mare con bikini e corpi esposti.
Le regole potrebbero influenzare anche le riprese estive dei telegiornali, limitando la libertà di scelta degli operatori.
Cagol ha ritenuto che il rischio principale sia quello di creare incertezza tra gli operatori, con la paura di sbagliare. “Aggiungere ulteriori limiti senza definire chiaramente cosa sia consentito rischia di creare soltanto incertezza e ciò che ne deriva”, ha concluso. L’esperto ha auspicato un confronto che porti a un nuovo equilibrio, che tenga in considerazione le difficoltà degli operatori e la necessità di tutelare gli atleti senza sacrificare il racconto dello sport.
- Le nuove linee guida dell’Ebu limitano l’uso di inquadrature che potrebbero mettere a disagio le atlete.
- Il regista Alessandro Cagol ha espresso preoccupazione per il rischio di snaturare il racconto dello sport.
- Le regole potrebbero influenzare anche le riprese estive dei telegiornali, limitando la libertà di scelta degli operatori.
