Macron chiede divieto social fino a 15 anni, Commissione UE propone 13 anni
Macron chiede divieto social fino a 15 anni, Commissione Ue propone 13 anni

—
Il presidente francese Emmanuel Macron ha inviato una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, chiedendo un divieto totale di accesso ai social media per i minori di età inferiore ai 15 anni. La proposta, tuttavia, non è condivisa dalla Commissione UE, che propone una soglia più bassa, a 13 anni. La questione, dibattuta in tutta l’Unione, riguarda la protezione dei giovani da possibili danni psicologici e sociali derivanti dall’uso eccessivo di piattaforme digitali.
Proposte divergenti tra Francia e Commissione UE
La Francia, insieme a paesi come Grecia e Danimarca, sostiene un limite a 15 anni, mentre la Commissione UE valuta di fissare l’asticella a 13 anni. L’obiettivo è proteggere i minori da contenuti potenzialmente dannosi, come fake news, manipolazioni e dipendenza digitale. Tuttavia, il dibattito è acceso: alcuni esperti e associazioni, come il Moige, sostengono che l’asticella a 13 anni sia troppo bassa e non rispetti i dati scientifici.
La protezione dei minori non è solo un tema di legislazione, ma anche di salute mentale.
Secondo un recente studio, i minori di 13 anni non sono in grado di comprendere i rischi legati all’uso dei social media, né di riconoscere le manipolazioni o le fake news. Per questo motivo, alcuni psicologi e esperti suggeriscono di alzare l’età minima a 16 anni, con un percorso educativo obbligatorio. Il Moige, in particolare, ha raccolto oltre 38 mila firme per chiedere un divieto a 16 anni, ma l’obiettivo è raggiungere 40 mila.
La pressione dei 52 europarlamentari
Il 3 settembre, 52 europarlamentari hanno firmato una missiva inviata a von der Leyen, chiedendo un’accelerazione sull’indagine sui danni causati dai social network. La lettera cita le parole della presidente UE: “È tempo di trattare i social media come il fumo e l’alcol”. I deputati sostengono che le piattaforme devono modificare il design per ridurre la dipendenza e i rischi per la salute mentale dei giovani. La Commissione UE, tuttavia, ha risposto con una posizione ferma: “Posso confermare che abbiamo ricevuto la lettera, e questo è tutto”. Nonostante la pressione, la Commissione non ha dato indicazioni concrete su quando e come potrebbe essere introdotto il divieto. Al contrario, si attende l’approvazione della proposta, annunciata il 13 luglio, che dovrebbe essere presentata a settembre.
Un dibattito tra legislazione e protezione
La proposta della Commissione UE prevede un divieto per i minori di 13 anni, con derogabilità solo con il consenso dei genitori. Tuttavia, il portavoce della Commissione, Thomas Regnier, ha ribadito che “non tollereremo” l’uso di piattaforme che continuano a guadagnare sulla salute e sul benessere dei cittadini. La lettera dei 52 europarlamentari ha anche richiesto sanzioni per Meta, in virtù della violazione del Digital Service Act.
Al tempo stesso, il dibattito si sposta verso soluzioni alternative, come il “Patentino digitale”, un percorso educativo obbligatorio per i minori che desiderano accedere ai social media. L’idea, proposta da esperti come Giuseppe Lavenia, prevede due anni di formazione su algoritmi, intelligenza artificiale e rischi psicologici. Solo dopo aver superato un esame, i ragazzi potrebbero accedere autonomamente alle piattaforme. La questione, quindi, non è solo una questione di legislazione, ma anche di educazione e responsabilità. La Commissione UE, la Francia e le associazioni dei genitori continuano a dibattere su come meglio proteggere i minori, senza però trovare un accordo unanime. La strada è lunga, ma il dibattito è in crescita.
