L’UE deve progettare i social in modo sicuro, non solo vietarli ai minorenni

L’Ue deve adottare un approccio di sicurezza fin dalla progettazione per i social media, non solo vietarli ai minorenni.

Un gruppo di esperti presenta una relazione alla Commissione europea su come rendere i social media più sicuri per i giovani
Un gruppo di esperti presenta una relazione alla Commissione europea su come rendere i social media più sicuri per i giovani

La Commissione europea sta prendendo una decisione cruciale: non basta vietare i social media ai minorenni, ma è necessario progettarli in modo sicuro fin dall’inizio. Un gruppo di esperti ha presentato una relazione alla presidente Ursula von der Leyen, sottolineando che le piattaforme di social media sono state costruite senza tenere conto dei danni che provocano, e che l’unica soluzione praticabile è un approccio di “sicurezza fin dalla progettazione”. Questo cambiamento di rotta politica segna un passo importante verso una regolamentazione più efficace e duratura per proteggere i giovani online.

Un divieto non basta, serve un design sicuro

Le piattaforme di social media, come TikTok, Snapchat, X/Grok e Meta, sono state oggetto di procedimenti per le loro funzionalità che creano dipendenza, come lo scorrimento infinito, le notifiche push costanti e le impostazioni predefinite ottimizzate per il coinvolgimento. L’UE ha già iniziato a applicare il Digital Services Act (Dsa), ma il problema non si risolve solo con sanzioni o divieti. L’approccio di “sicurezza fin dalla progettazione” richiede che le aziende dimostrino la sicurezza delle loro piattaforme prima di poterle utilizzare, come si fa per i prodotti alimentari o automobilistici.

La sicurezza deve essere parte integrante del design, non un aggiunto.

Il divieto generale basato sull’età, adottato da alcuni paesi dell’UE, non è sufficiente. L’Australia, ad esempio, ha vietato agli utenti sotto i 16 anni di possedere un account, ma il rapporto di conformità ha rilevato gravi lacune nell’applicazione della norma. La soluzione non sta nel limitare l’accesso, ma nel modificare le funzionalità che danneggiano i giovani. L’UE deve adottare un approccio più radicale, che preveda la modifica del design delle piattaforme per ridurre il rischio di dipendenza, disinformazione e polarizzazione.

Un consenso scientifico e pubblico a favore del “safe-by-design”

Un recente sondaggio condotto in cinque paesi europei ha rilevato che tre quarti degli adulti intervistati sostengono un approccio “safe-by-design”, che renda le piattaforme inaccessibili ai bambini fino a quando non ne sia stata dimostrata la sicurezza. Questo consenso è supportato anche da organizzazioni internazionali e da esperti del settore. Oltre 170 organizzazioni hanno firmato una petizione che chiede un approccio di sicurezza fin dalla progettazione, e alcune organizzazioni benefiche del Regno Unito hanno pubblicato linee guida per definire tali standard.

La soluzione non è solo tecnica, ma anche sociale e politica.

Il dibattito è approdato anche in tribunale. La Commissione europea ha intimato a TikTok di modificare il proprio design che crea dipendenza, pena multe fino al 6 per cento del fatturato. Inoltre, una decisione preliminare ha stabilito che Meta non ha valutato i rischi di dipendenza derivanti dallo scorrimento infinito e dalla cattura dell’attenzione, violando il Dsa. In USA, quattro stati stanno chiedendo a Meta il pagamento di 1,4 trilioni di dollari a titolo di sanzioni per aver progettato Facebook e Instagram in modo da creare dipendenza nei giovani utenti.

Un’alternativa al divieto: la responsabilità delle aziende

Il divieto non funziona. L’Australia ha provato a vietare i social media ai minori, ma il risultato è stato solo una riduzione temporanea delle segnalazioni di cyberbullismo e abusi. Il problema non è l’accesso, ma il design delle piattaforme. L’UE deve imporre alle aziende tecnologiche standard di sicurezza rigorosi e verificati da organismi indipendenti. Questo significa che le aziende devono dimostrare la sicurezza delle loro piattaforme prima di poterle utilizzare, come si fa per i prodotti alimentari o automobilistici.

La responsabilità deve spettare alle aziende, non solo ai governi.

Il Digital Fairness Act, previsto entro la fine dell’anno, offre l’opportunità di ampliare il quadro normativo e di adottare un approccio più radicale. L’UE deve sancire per legge un approccio di “sicurezza fin dalla progettazione”, riconoscendolo come l’unica soluzione praticabile per le piattaforme di social media che sono state costruite senza tenere conto dei danni che provocano. Questo significa non solo modificare le funzionalità dannose, ma anche ridurre l’esposizione a prodotti che si sono dimostrati dannosi per bambini e adolescenti.