L’emergenza del narcotraffico in Africa occidentale
L’emergenza del narcotraffico in Africa occidentale, con la kush importata dall’Europa e il rischio di espansione.

L’emergenza del narcotraffico in Africa occidentale ha raggiunto un livello preoccupante, con la droga kush che si espande rapidamente e si diffonde attraverso rotte internazionali, in particolare quelle che collegano la Sierra Leone con il Regno Unito, i Paesi Bassi e la Cina. La situazione, aggravata da tagli ai programmi di assistenza globale, ha portato a un aumento del consumo e della mortalità, con conseguenze devastanti per la salute pubblica e la stabilità sociale. L’emergenza, in parte importata dall’Europa, ha trovato un terreno fertile in Paesi dove le politiche di contrasto al traffico di stupefacenti sono fragili e le condizioni di vita sono estremamente difficili.
La kush, droga letale e in rapida espansione
La kush, una droga sintetica altamente dipendente e di basso costo, è diventata il mercato più letale e in più rapida espansione in Africa occidentale. Il suo straordinario grado di dipendenza e il costo estremamente basso la rendono particolarmente attraente per i consumatori in contesti di povertà e instabilità. Una sigaretta di kush costa in media circa 90 centesimi di euro, con varianti che possono raggiungere una potenza fino a 25 volte superiore al fentanyl. Questo ha reso la droga una minaccia crescente per la salute pubblica, con migliaia di morti registrate negli ultimi anni.
La kush è composta da cannabinoidi sintetici e nitazeni, potentissimi oppioidi capaci di causare la morte anche in quantità minime. La sua diffusione ha portato a un aumento del numero di decessi, con casi di morte che hanno raggiunto il picco nel 2024. In Sierra Leone, il numero di corpi raccolti per le strade ha superato la capienza degli obitori, portando a cremazioni di massa. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che i tagli ai programmi di assistenza globale hanno ridotto la capacità dei Paesi africani di affrontare la crisi.
La Sierra Leone rischia di perdere la stragrande maggioranza degli aiuti britannici, tra cui un finanziamento di 35 milioni di sterline per la salute materna e neonatale.
Il ruolo dell’Europa nel traffico internazionale
La Sierra Leone e la Liberia importano la kush in componenti separate, principalmente dalla Cina e da due Paesi europei: il Regno Unito e i Paesi Bassi. Kars de Bruijne, ricercatore al Clingendael Institute, ha spiegato che il traffico è stato iniziato da un uomo nigeriano deportato in Sierra Leone, che ha iniziato a importare la droga dall’Inghilterra nel 2017. Negli ultimi anni, il traffico si è evoluto, con la creazione di laboratori chimici clandestini locali che hanno permesso di sintetizzare la droga in loco, aumentando il controllo e i profitti.
Questo ha portato a un incremento del consumo e della mortalità, con un picco di decessi nel 2024. Nonostante i controlli intensificati, il mercato della kush non si ferma. I laboratori clandestini continuano a proliferare, con conseguenze devastanti per la salute e la società. L’emergenza ha trovato un terreno fertile in un contesto di tagli ai programmi di assistenza globale, con l’ex primo ministro britannico Keir Starmer che ha annunciato un taglio del 40 percento alla spesa per lo sviluppo globale.
Il taglio ai programmi di assistenza globale ha ridotto la capacità dei Paesi africani di affrontare la crisi, con la Sierra Leone che rischia di perdere la stragrande maggioranza degli aiuti britannici.
Le fonti impegnate nel monitoraggio dei flussi internazionali mantengono il riserbo sulla posizione di Londra riguardo alle responsabilità britanniche nel traffico di kush e nella devastazione sanitaria nella regione africana. Il ricercatore Kars de Bruijne ha sottolineato che il problema non si limita alla droga in entrata, ma anche all’export di droghe sintetiche dai Paesi Bassi e dal Regno Unito. Le forze dell’ordine sanno che l’esportazione è enorme, ma non si dà poca attenzione. È facile caricare un’auto usata da spedire in Sierra Leone e riempirla con qualche sacco di droga. La cooperazione internazionale rimane un’arma fondamentale per contrastare l’emergenza, ma il rischio di espansione della kush in Africa occidentale rimane alto, con conseguenze gravi per la salute e la stabilità sociale.
