Israele e i coloni: il caso Qusra scatena tensioni internazionali
Tensioni internazionali per l’assedio di un villaggio cisgiordano e la reazione Usa contro Netanyahu.

Il caso del villaggio di Qusra, in Cisgiordania, ha scatenato una reazione internazionale, con gli Stati Uniti che chiedono una condanna pubblica del governo israeliano per l’assedio da parte di coloni armati. Cinque attivisti italiani rimasti intrappolati nel villaggio sono stati evacuati venerdì 14 agosto dalle forze di sicurezza israeliane, dopo giorni di tensione e violenze. La brutalità dei coloni ha spinto la Casa Bianca a pressare il premier Benjamin Netanyahu affinché condanni l’accaduto, secondo quanto riferito da fonti americane e israeliane. L’assedio, iniziato domenica e ancora in corso, ha suscitato preoccupazioni anche in Europa, con la Francia e l’Unione europea che hanno chiesto misure concrete contro i coloni violenti.
La violenza dei coloni e la reazione USA
La brutalità dei coloni in Cisgiordania ha spinto gli Stati Uniti a reagire, con la Casa Bianca che ha pressato Netanyahu affinché condanni l’assedio. L’incidente ha visto la partecipazione dell’ambasciatore USA in Israele, Mike Huckabee, che ha definito l’episodio «un atto di terrorismo» e ha richiesto l’intervento dell’esercito israeliano (Idf). Huckabee, noto per le sue posizioni a favore delle colonie, ha anche commentato con un gioco di parole: «I settlers non sono il problema in Giudea e Samaria. Gli unsettlers lo sono». La sua posizione ha suscitato polemiche, ma non ha fermato la pressione americana su Netanyahu.
La Casa Bianca ha espresso preoccupazione per la situazione a Qusra e ha chiesto una condanna pubblica del governo israeliano. Gli attivisti italiani, rimasti intrappolati per cinque giorni, sono stati evacuati venerdì mattina, ma non hanno avuto l’opzione di essere aiutati da altri volontari. La situazione ha messo in luce l’impatto della politica di colonizzazione sulle comunità locali.
Netanyahu e la sua politica di colonizzazione
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha continuato a sostenere la politica di colonizzazione, nonostante le critiche internazionali. In un podcast, ha definito il Regno Unito «Repubblica islamica di Gran Bretagna», un commento che ha suscitato indignazione in Europa. Netanyahu, che ha appoggiato e finanziato la creazione di insediamenti ebraici nella zona occupata dal 1967, ha anche attribuito gli episodi di violenza nei Territori occupati a minoranze marginali. Il suo governo, composto da ministri che sono stessi coloni, ha visto aumentare le tensioni con l’Europa, che ha chiesto misure concrete contro i coloni violenti.
Secondo gli ultimi sondaggi, la maggioranza di destra religiosa, che sostiene Netanyahu, rischia di perdere le elezioni, mettendo in pericolo la sua permanenza al potere. Condannare apertamente i coloni è quindi politicamente rischioso per lui, vista l’importanza del voto dei coloni per la vittoria della destra israeliana. Tuttavia, la situazione a Qusra ha reso evidente l’impatto della politica di colonizzazione sulle comunità locali. La comunità internazionale, tra cui l’Europa e gli Stati Uniti, continua a monitorare la situazione, con preoccupazioni crescenti per la stabilità della regione. Circa 100 attivisti di Ong per i diritti umani hanno tentato di consegnare cibo e acqua alle famiglie assediate, ma sono stati fermati dagli agenti della polizia di frontiera, che hanno mostrato l’ordine di «zona chiusa militare» e hanno sequestrato gli aiuti umanitari. Gli attivisti hanno dichiarato: «Chiediamo allo Stato di Israele di porre immediatamente fine a questa farsa».
La denuncia di B’Tselem, organizzazione israeliana per i diritti umani, ha sottolineato l’impatto della violenza sui minori nella West Bank. La situazione a Qusra ha messo in luce l’impunità dei coloni e la mancanza di risposte concrete da parte delle autorità israeliane. La comunità internazionale, tra cui l’Europa e gli Stati Uniti, continua a monitorare la situazione, con preoccupazioni crescenti per la stabilità della regione.
