Tensioni tra sindaco di New York e comunità ebraica dopo accuse di antisemitismo

Tensioni crescono tra sindaco di New York e comunità ebraica dopo accuse di antisemitismo e polemiche su nomine magistrati.

Sindaco di New York e comunità ebraica in tensioni dopo accuse di antisemitismo e polemiche su nomine magistrati
Sindaco di New York e comunità ebraica in tensioni dopo accuse di antisemitismo e polemiche su nomine magistrati

Accuse di antisemitismo e tensioni con la comunità ebraica

Le tensioni tra il sindaco di New York Eric Adams e la comunità ebraica si sono intensificate dopo che il leader israeliano Benjamin Netanyahu lo ha accusato di antisemitismo. L’accusa è arrivata dopo che Adams aveva definito Netanyahu “un criminale responsabile di genocidio”. La comunità ebraica, che rappresenta circa il 10% della popolazione newyorkese, ha espresso preoccupazione per le dichiarazioni del sindaco, considerate offensive e inopportune durante un momento di commemorazione nazionale.

Le accuse di Netanyahu sono state dirette contro Adams, che ha rifiutato di dare seguito al mandato d’arresto della Corte penale internazionale, qualora il leader israeliano avesse visitato la città. Netanyahu ha inoltre affermato che Adams celebra gli attentati del 7 ottobre 2023 e fomenta l’odio contro gli ebrei newyorkesi, definendo Israele come “l’organizzazione terroristica genocida” che deve essere combattuta.

Polemiche sulle nomine dei magistrati

La tensione si è ulteriormente acutizzata con le polemiche sulle nomine dei magistrati. Quattro associazioni legali ebraiche di New York hanno criticato il sindaco per aver escluso membri ebrei dal comitato consultivo per le nomine, noto come Mayor’s Advisory Committee on the Judiciary (MACJ). L’organismo, definito “altamente inclusivo” dall’amministrazione, è composto da 18 membri e dovrebbe rappresentare la diversità della popolazione newyorkese. Le associazioni hanno sottolineato che non è stato incluso nemmeno un avvocato o ex giudice ebreo, alimentando un clima di emarginazione. Tra i nomi criticati c’è John Leventhal, un giudice ebreo in pensione, il cui nome è stato rifiutato per motivi legati al passato lavoro nel team legale di Ghislaine Maxwell, complice del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein.

Petizione per escludere Mamdani dalle commemorazioni

I familiari delle vittime dell’11 settembre hanno lanciato una petizione per impedire a Mamdani di partecipare alle commemorazioni del 25° anniversario degli attentati a Ground Zero. La petizione, promossa da Giovanni Galante, ha raccolto oltre 1.100 firme in poco più di una settimana, tra cui quelle di almeno 300 familiari delle vittime. Galante ha dichiarato che la presenza di Mamdani sarebbe un insulto alla memoria delle quasi tremila persone uccise. La petizione mira a convincere i legislatori locali e gli organizzatori della cerimonia, l’organizzazione no-profit 9/11 Memorial & Museum, a escludere Mamdani dalle commemorazioni. I promotori sperano di raccogliere un numero sufficiente di firme per influenzare la decisione finale.

La risposta del sindaco e la sua difesa

Il portavoce del sindaco, Joe Calvello, ha respinto le accuse di antisemitismo, definendole “false” e smentendo che la scelta dei membri del comitato fosse guidata da motivazioni religiose. Calvello ha spiegato che John Leventhal è stato escluso per il suo passato legato a Ghislaine Maxwell, e ha sottolineato che la scelta non è stata politica ma basata su criteri legali. La tensione tra le parti non si è affievolita, anzi. Anche i familiari delle vittime dell’11 settembre hanno espresso preoccupazione per la posizione di Mamdani, considerandolo un apologeta del terrorismo islamico. La situazione rimane delicata, con la comunità ebraica che chiede maggiore rispetto e inclusione in un momento di commemorazione nazionale.