Anthony Fauci e i rischi del vaccino in gravidanza: una preoccupazione teorica, non un segreto nascosto
Un’analisi dei messaggi privati di Anthony Fauci smentisce accuse di occultamento di dati sull’aborto post vaccino.

L’11 agosto 2026, i dati ufficiali degli CDC hanno confermato che la vaccinazione in gravidanza non ha aumentato il rischio di aborto spontaneo, contraddicendo accuse di occultamento di informazioni da parte di Anthony Fauci, ex direttore dell’NIAID. Le dichiarazioni pubbliche di Fauci erano coerenti con lo stato delle conoscenze disponibili, mentre la preoccupazione teorica non è mai stata confermata da studi scientifici. La diffusione di messaggi privati, stravolti da una narrativa fuorviante, ha alimentato un dibattito che non ha trovato supporto nei dati.
Una preoccupazione teorica, non un dato verificato
Il 25 gennaio 2021, durante una conversazione tra Fauci, la direttrice dei CDC Rochelle Walensky e il Surgeon General Vivek Murthy, il ricercatore ha espresso una preoccupazione teorica: la febbre alta, comune dopo la seconda dose del vaccino, potrebbe essere associata a un aborto spontaneo nel primo trimestre. La parola «teoricamente» indica che si trattava di un’ipotesi, non di un dato osservato. Fauci ha comunicato questa ipotesi ai vertici della sanità pubblica per rafforzare la sorveglianza, non per occultare informazioni.
Le dichiarazioni pubbliche di Fauci riflettevano fedelmente lo stato delle conoscenze disponibili. L’11 agosto 2021, i CDC hanno raccomandato ufficialmente la vaccinazione in gravidanza, dopo aver analizzato i dati e non aver riscontrato rischi aumentati di aborto spontaneo. Un’analisi pubblicata nel febbraio 2026 ha trovato un tasso di aborto spontaneo del 10,79% nelle donne vaccinate prima della ventesima settimana di gravidanza, un dato in linea con il tasso atteso nella popolazione generale.
La distorsione dei messaggi e la narrativa fuorviante
Il New York Post ha pubblicato un articolo che ha dato origine a una narrativa virale, in cui Fauci è stato accusato di aver nascosto al pubblico i rischi del vaccino in gravidanza. Tuttavia, il titolo originale del giornale usava la formula «risk linked to», ovvero «rischio associato a», che indica una correlazione, non una causalità. Nel post in lingua italiana, questa formulazione è stata alterata in «rischio di aborto causato dal vaccino», creando una falsa impressione di causalità.
La distorsione ha reso le accuse più forti di quanto non fossero realmente supportate dai fatti. Le dichiarazioni pubbliche di Fauci, fatte poco dopo, erano coerenti con i dati disponibili. Un altro elemento di distorsione è stato il dato dell’82%, che circolava in parallelo con la narrativa. Questo numero non era presente nell’articolo del New York Post, ma è stato introdotto da Ron Johnson in un video su Fox News. Il dato è falso e risulta smentito da anni. Un’analisi di uno studio pubblicato nel 2021 ha mostrato un tasso di aborto spontaneo tra il 12,8% e il 14,1%, del tutto normale. La verità è che Fauci ha sollevato una preoccupazione teorica, basata su fisiologia consolidata, comunicandola alle massime autorità sanitarie americane, esattamente come avrebbe dovuto fare. Non ha nascosto alcun dato, in quanto al momento non esistevano dati, ma solo un’ipotesi.
