Processo per l’11 settembre fissato per giugno 2028
Processo per gli attentati dell’11 settembre fissato per il 5 giugno 2028 dopo anni di rinvii e contenziosi.

Il processo per gli attentati dell’11 settembre 2001 ha finalmente una data, ma bisognerà attendere quasi due anni per vederlo iniziare. Il tenente colonnello Michael Schrama, giudice militare incaricato del caso, ha stabilito che il procedimento contro Khalid Sheikh Mohammed e tre presunti complici si aprirà il 5 giugno 2028. La decisione arriva a pochi giorni dal 25esimo anniversario degli attacchi, che causarono quasi 3.000 morti e sconvolsero il mondo. Il processo si svolgerà a Guantánamo Bay, in Cuba, dove i quattro imputati sono detenuti da oltre due decenni.
Un caso bloccato per quasi due decenni
Il caso era arrivato vicino a una conclusione nel 2024, quando Mohammed, bin Attash e al-Hawsawi avevano accettato un patteggiamento con l’amministrazione Biden. L’accordo prevedeva l’ammissione di responsabilità in cambio dell’ergastolo, evitando così la pena di morte. Tuttavia, alcune famiglie delle vittime si opposero, ritenendo che soltanto la condanna a morte potesse rappresentare una pena proporzionata alla gravità degli attentati. L’amministrazione Biden cercò di bloccare l’intesa, aprendo un nuovo contenzioso e allontanando ulteriormente la prospettiva del processo.
Le confessioni e le tecniche di interrogatorio
Uno dei nodi principali del procedimento riguarda l’utilizzabilità delle confessioni rese dagli imputati dopo essere stati sottoposti a tecniche di interrogatorio equiparabili alla tortura. Queste confessioni sono state oggetto di dibattito e contestazioni legali, con il rischio di invalidarle in sede di dibattimento. Il giudice Schrama ha respinto la richiesta dei pubblici ministeri di anticipare l’inizio del processo a gennaio 2027, spiegando che la corte deve ancora risolvere numerose questioni preliminari prima di poter aprire il dibattimento.
Jim Smith, ex agente del dipartimento di polizia di New York, ha espresso la sua sfiducia maturata negli anni: “Dipenderà tutto dal giudice. Ne abbiamo avuti tanti, alcuni bravi, ma per lo più agenti che non volevano avere nulla a che fare con questo caso.” Per i familiari delle vittime, ogni nuovo rinvio riapre una vicenda rimasta sospesa per anni. Con la data del 5 giugno 2028 ora fissata, resta da vedere se il procedimento riuscirà questa volta ad arrivare al dibattimento dopo quasi due decenni di rinvii e contenziosi.
Il processo, fissato per il 5 giugno 2028, resterà sottoposto a ulteriori contenziosi e rinvii. La decisione del giudice Schrama segna un passo avanti, ma non elimina le incertezze che accompagnano un caso così complesso e sensibile. La prossima fase del processo sarà cruciale per determinare se si arriverà finalmente a un verdetto, o se il caso continuerà a rimanere bloccato nel tempo. La lunga storia del processo dimostra come le questioni legali e le pressioni politiche abbiano continuato a influenzare il ritmo del procedimento. Il caso, che ha visto avvicendarsi quattro magistrati senza riuscire ad arrivare al processo, rappresenta un esempio di come i procedimenti penali complessi possano rimanere bloccati per anni. La decisione di fissare la data del 5 giugno 2028 potrebbe rappresentare un momento di svolta, ma la strada per il dibattimento è ancora lunga e piena di ostacoli.
