Gli alberi sono un salvavita, ma in Italia non si fanno i piani per il caldo

Stefano Mancuso sottolinea l’urgenza di piantare alberi nelle città e di integrare il tema del caldo nei programmi elettorali.

Una città con alberi e parchi, con persone che camminano in una piazza pavimentata
Una città con alberi e parchi, con persone che camminano in una piazza pavimentata

La scorsa estate, l’Italia ha subìto ondate di calore record, con temperature che hanno reso evidente quanto le città siano impreparate al riscaldamento globale. Stefano Mancuso, botanico e divulgatore scientifico, ha sottolineato che il caldo non è solo un problema climatico, ma un segnale di allarme per la salute pubblica. «La riforestazione urbana è un salvavita», ha detto, sottolineando che il tema non può più essere trascurato. Il caldo record ha reso chiaro che le città non sono in grado di affrontare le temperature che ci aspettano, e che è tempo di agire.

Le città italiane non si adattano al caldo, ma esistono esempi positivi

Mancuso ha criticato la mancanza di piani a lungo termine per rendere le città più resistenti al caldo. «In Italia non ce ne sono esempi positivi», ha affermato, pur riconoscendo che in altre parti del mondo, come Medellin in Colombia, si stanno prendendo misure significative. La città, una volta associata ai cartelli della droga, ha ridotto la temperatura di 2-3 gradi grazie a progetti di depavimentazione e copertura arborea. «Questo dimostra che è possibile», ha sottolineato Mancuso. La riforestazione urbana, se ben gestita, potrebbe diventare una soluzione chiave per contrastare il caldo estremo.

Un errore grave nella progettazione delle città italiane, secondo Mancuso, è la priorità data al parcheggio. «Quasi tutte le amministrazioni locali, quando danno il permesso di costruire un supermercato o un centro commerciale, chiedono che ci debba essere una superficie significativa destinata al parcheggio», ha spiegato. Questo approccio, che favorisce l’uso delle automobili, rende le città sempre più calde e inadatte alla vita. «Dovremmo invece immaginare modi per far arrivare le persone senza le macchine», ha aggiunto. La mancanza di piani per ridurre l’impatto del caldo è un problema che non può più essere ignorato.

La gestione del verde non è sufficiente, serve un cambio di paradigma

Mancuso ha anche sottolineato che la gestione del verde in Italia non è sufficiente. «La riforestazione urbana è un salvavita e quindi gli vanno dedicati fin da subito i fondi e le attenzioni che si dedicano normalmente a quelle attività che migliorano in maniera significativa la sopravvivenza delle persone», ha detto. Inoltre, ha proposto una radicalizzazione del ruolo del verde: «Dovrebbe essere gestito dall’assessorato alla Sanità, non all’Ambiente». Questo cambio di paradigma potrebbe portare a una maggiore attenzione alle conseguenze del caldo sulla salute. La gestione del verde non è solo una questione di decoro, ma una priorità per la salute pubblica.

La questione del caldo nelle città non è più un tema marginale, ma un problema urgente che richiede interventi concreti. Mancuso ha chiesto ai candidati sindaci di integrare il tema del clima nei loro programmi elettorali. «Ormai non si può impedire alle persone di vedere e di sentire il cambiamento climatico», ha concluso. La sfida è grande, ma le soluzioni esistono: basta volerle. La riforestazione urbana è un salvavita e quindi gli vanno dedicati fin da subito i fondi e le attenzioni che si dedicano normalmente a quelle attività che migliorano in maniera significativa la sopravvivenza delle persone.